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Libere dissertazioni...

L'Omeopatia, se non funzionasse, non sarebbe una terapia medica già morta e sepolta? E invece è più viva che mai, attuale e sempre più diffusa da 200 anni ad oggi.

Si è constatata con l’esperienza l’efficacia dei rimedi omeopatici ma il suo meccanismo d’azione non è ancora stato scientificamente provato. Ricordate i principi su cui si basa l’Omeopatia?

Il Principio di Similitudine: già stato formulato da Ippocrate ( medico del III secolo A.C.): “si cura la malattia con la stessa causa che la fa venire”. I “Simili sono curati dai Simili”: OMEOPATIA, dal greco antico Homoios = Simile e Pathos = Sofferenza.
La dose infinitesimale: se alte dosi del medicamento creano la malattia, dosi infinitesimali sono in grado di curarla.
La Dinamizzazione: tra una diluizione e l’altra la soluzione del rimedio viene agitata (dinamizzata) 100 volte per apportare energia e aumentare così l’efficacia terapeutica.
In base al Principio di Similitudine l’Omeopatia impiega gli effetti terapeutici delle varie sostanze (di origine vegetale, minerale o animale) attenuando fino ad eliminare la loro eventuale tossicità, utilizzando dosi molto basse, infinitesimali, rimanendo inalterato l’effetto terapeutico, anzi, potenziato. Se ricordate il Numero di Avogadro (6,023 x 10 elevato alla 23) che indica il limite teorico della presenza molecolare, corrisponde ad una diluizione omeopatica tra la 12 e la 13 CH: ebbene come sapete la diluizione del rimedio si può spingere ben oltre la 12 CH, si impega in terapia, una 15, 30, 200, 1000 CH e così via, con un’ efficacia terapeutica sempre più importante e profonda. La modalità d’azione del rimedio omeopatico in diluizione estreme, infinitesimali, non è stata ancora scientificamente, per il momento, provata, ma l’esperienza dice che funziona. L’ infinitesimale rimane quindi una sfida per la Scienza!

” Il Medicinale Omeopatico con la sua dose infinitesimale, non agisce in maniera quantitativa ma qualitativa, sia che si tratti di un fenomeno chimico dovuto alla presenza di molecole o semplicemente di un fenomeno di informazione rispetto ad una struttura fisica che rimane da determinare.” (Dott. Dennis Demarque, Homéopathie médecine de l’expérience).

Il Prof. Louis Rey, fisico, utilizzando la tecnica della “Trmoluminescenza” per lo studio del cristallo, dimostra una specificità della modalità di preparazione delle diluizioni omeopatiche che dà loro proprietà diverse da quelle del solvente impiegato. (Nature, 1998 vol.391, pag 418).

Ripeto: con l’esperienza abbiamo stabilito che l’Omeopatia ha efficacia terapeutica ma non sappiamo ancora come questa efficacia si esplica. Domanda: tutti noi, tutti i giorni, dalla notte dei tempi, facciamo uso di un fenomeno fisico, invisibile, indispensabile per poter relazionarci tra di noi e con l’ambiente, e di questo fenomeno fisico non possiamo stabilirne l’esistenza se non abbiamo un particolare strumento, comunissimo, che tutti noi abbiamo: qual’è questo “misterioso” fenomeno? Le Onde Radio. Infatti se noi non abbiamo una semplice radiolina non possiamo dimostrare l’esistenza delle onde radio eppure non ne possiamo proprio fare a meno…La sfida della Scienza è appunto trovare, inventare, questa particolare “radiolna” e porre fine qundi a qualsiasi detrazione speculativa…