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Omeopatia e aviaria. Prima parte.

Siamo ormai incessantemente messi in allarme da tutti i canali informatici, primo tra tutti la televisione, dall'approssimarsi di una pandemia di aviaria, ma ancora non è chiaro su quali basi scientifiche si possa prevedere tale pandemia e se mai avverrà o meno.

Tutto il mondo è stato messo in allarme per l’approssimarsi di una pandemia (cioè un’epidemia di dimensioni mondiali) di influenza aviaria, propagata, come tutti sanno, dal famosissimo e temutissimo Virus H5N1, il “Virus dei polli”.
Tuttavia è doveroso chiarire che nessuno ad oggi è in grado di affermare se la pandemia sarà sostenuta dal famigerato Virus dei polli o da qualche altro virus. “Potrebbe essere questo il virus della pandemia? Non può dirlo nessuno, potrebbe essere ogni virus: ma prima o poi una pandemia ci sarà”, è quanto sostiene il prof. Paolo Grossi, primario di malattie infettive dell’Ospedale di Varese (http://www3.varesenews.it/sanita/articolo.php?id=27913). Una cosa è dunque assodata: di certezze nel campo dell’epidemiologia influenzale ce ne sono ben poche. Perchè allora creare terrorismo mediatico e psicosi di massa? Perchè alla fine l’unico mezzo per evitare il contagio sarà la vaccinazione di massa? E con quale vaccino? Vaccinarsi contro il semplice virus dell’influenza stagionale non serve assolutamente a nulla contro la malattia aviaria. Anzi c’è anche chi sostiene “poco efficaci gli attuali vaccini antinfluenzali soprattutto sugli anziani e pressochè inutili sui bambini in tenera età” (Dott. Tom Jefferson, massimo esperto internazionale di influenza: The Lancet 26/02/05 vol. 365 pp. 773-780; The Lancet 01/10/05 vol. 366 pp. 1165-1174).
Bisogna inoltre ricordare alcuni passaggi fondamentali: 1° bisogna che il Virus H5N1 acquisisca l’effettiva capacità  del “salto di specie”, cioè la capacità di infettare effettivamente l’uomo e non solo i volatili, capacità che pare stia acquisendo, ma in condizioni particolari in cui l’igiene e i controlli sanitari, sia degli addetti che degli allevamenti di polli nello specifico, non sono particolarmente rigidi e attenti come nel mondo occidentale. 2° Perchè l’influenza aviaria si possa trasformare in epidemia pandemica bisogna che il virus acquisisca la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Ciò potrebbe avverarsi solo se il Virus H5N1 si ricombinasse con un altro virus, magari quello dell’influenza, dando origine ad un nuovo Virus, quindi totalmente sconosciuto. Di conseguenza, che senso ha mettere a punto ora, su vastissima scala, per una vaccinazione di massa, un vaccino per uso umano contro il virus dell’aviaria? Magari, quando sarà pronto, non sarà forse meglio distribuirlo solo alle categorie a rischio, gli addetti agli allevamenti, oltre che agli animali stessi ( si ipotizza però che la vaccinazione dei polli possa generare una ricombinazione indiscriminata ed estremamente varia del virus, cosa tutt’altro che da sottovalutare), ed in particolare in quelle zone del mondo in cui sono più precarie le garanzie sanitarie, sia per cultura sia, forse soprattutto, per gravi difficoltà economiche? Non si potrebbe anche in questo modo aiutare a contenere la diffusione del virus?

(Continua…)