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Omeopatia e aviaria. Terza parte.

L'Omeopatia può fare qualcosa?

Le informazioni allarmistiche della televisione sulla diffusione del Virus H5N1 hanno il compito di creare sconcerto nell’opinione pubblica e renderla già recettiva, forse, ad una “imposizione” di prossima vaccinazione di massa: e l’Omeopatia può essere utile? Cosa ha può fare l’Omeopatia contro la diffusione dell’Aviaria? Assolutamente nulla. L’ Omeopatia non ha nessun potere preventivo contro la diffusione di un Virus pandemico. Non esiste e non esisterà un “vaccino omeopatico” che possa contrastare l’eventuale pandemia.
L’omeopatia ha solo una potente azione curativa quando si utilizza il rimedio giusto, alla diluizione giusta, per quel determinato individuo che manifesta la malattia con quei determinati sintomi. Quindi a seconda di come l’organismo infettato manifesterà la malattia si impiegherà il rimedio specifico correttamente scelto. Si userà quindi Belladonna, piuttosto che Aconitum, oppure Mercurius Solubilis piuttosto che Eupatorium, oppure Gelsemium, Podophyllum, Veratrum….

Il grande Pasteur, lo scopritore dei batteri e quindi, di conseguenza, “padre” degli antibiotici, disse al termine della sua carriera: “il batterio non è nulla, ciò che conta è il terreno”, ovverossia, perchè il batterio o virus che sia, prenda il sopravvento e quindi da saprofita diventi patogeno dando origine alla malattia, bisogna che sconfigga le normali e potenti difese del terreno, cioè dell’organismo. Bisogna, in sostanza, tenere alte le nostre naturali difese corporee, il nostro sistema immunitario. Cerchiamo innanzitutto di intossicarci volontariamente di meno ad esempio col fumo di tabacco, con l’uso non sufficientemente oculato del farmaco chimico, con un’alimentazione erronea e non adeguatamente nutriente. Ricordiamo che noi siamo quello che mangiamo. Se ci nutriamo di alimenti nobili e di qualità saremo infatti più nobili e più forti; se invece gli alimenti saranno elaborati, ricchi di conservanti, coloranti, tecnologici, vuoti di energia ma carichi di colore e sapore, il nostro organismo sarà meno nobile e meno forte.
Se accadrà che purtroppo il Nuovo Virus minerà il nostro sistema immunitario potremo chiedere aiuto al rimedio omeopatico oculatamente scelto e se ci sarà pericolo di vita alla terapia chimica d’urgenza…Insomma mai fasciarsi la testa prima che si sia rotta!

Aneddoto storico. Napoli 1854, epidemia di colera. Non esiste il vaccino e nemmeno un’adeguata terapia antibiotica. Il dott.Rocco Rubini, direttore dell’Ospedale “Albergo dei Poveri”, insigne omeopata, con il suo rimedio omeopatico noto come “Canfora Rubini” curò i pazienti affetti da colera del suo ospedale: ottenne il 6% di decessi contro il 50-70% che si registrava negli altri ospedali cittadini che non impiegavano la cura omeopatica.http://www.homeoint.org/seror/biograph/rubini.htm 

Ricordatevi la massima: “prevenire è meglio di curare”, meglio con uno stile di vita consono alla vera natura umana.
P.S. Io, mia moglie e i miei bambini, il pollo arrosto, quello italiano, continuiamo a mangiarlo…