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Il Melanoma

Il melanoma, chiamato anche melanoma cutaneo o melanoma maligno, è soltanto uno dei tumori che colpiscono la pelle, ma è decisamente il più aggressivo e pericoloso.

Questo tumore deve il suo nome al fatto che si sviluppa a partire da particolari
cellule della pelle chiamate melanociti, che si trovano nello strato più
esterno della pelle: l’epidermide. Tuttavia non esistono soltanto melanomi
cutanei: per esempio la forma di tumore oculare più diffusa è proprio il
melanoma. Se non viene adeguatamente e tempestivamente trattato, il melanoma
cutaneo si rivela mortale in un’altissima percentuale di casi, a differenza di
altri tumori cutanei, che hanno origine da tipi di cellule diversi come le
basali o le squamose. È una malattia che colpisce prevalentemente gli adulti, e
le popolazioni di pelle chiara, ma occasionalmente può manifestarsi anche in
bambini e adolescenti.


riconoscere
il melanoma

Il melanoma si presenta come una zona della cute di colore più scuro che,
all’inizio, non presenta ulcerazioni né procura dolore e, nel tipo più comune
chiamato melanoma a diffusione superficiale, può avere fino a due-tre centimetri
di diametro. Il melanoma nodulare, invece, si sviluppa più in profondità che in
superficie ed è di norma di colore blu scuro. In effetti, però, descrizioni
troppo dettagliate hanno un valore limitato per il pubblico: qualsiasi
cambiamento di colore o forma in un neo o in una verruca, secondo quanto
stabilito già da tempo dall’American Cancer Society, vanno considerati come
segno di una possibile lesione maligna, da sottoporre all’attenzione del
dermatologo ed eventualmente a biopsia (prelievo del tessuto) e indagine
istologica, la sola che può escludere o confermare con certezza la presenza del
melanoma in una lesione sospetta. A volte, il tumore si manifesta anche come un
nuovo neo che viene a formarsi in una zona di cute normale. Il melanoma può
presentarsi in qualsiasi punto della pelle, anche se negli uomini compare più
spesso sulla cute di torace, schiena, collo e testa, mentre nelle donne sono
prevalenti i melanomi su braccia e gambe. A uno stadio più avanzato della
malattia possono formarsi altri melanomi cutanei vicini alla lesione primitiva,
denominati “satelliti”.

La lesione primitiva può dare luogo a metastasi sia regionali, cioè vicine, sia
lontane. A questi due tipi di metastasi corrispondono due diverse vie di
diffusione. La dispersione delle cellule tumorali lungo i canali linfatici e i
linfonodi più vicini alla sede del tumore danno luogo alle metastasi regionali,
mentre quelle in organi lontani sono dovute anche alla diffusione attraverso i
vasi sanguigni.


le
statistiche del melanoma

Attualmente quasi tutti gli epidemiologi concordano nel considerare il melanoma
una delle malattie tumorali il cui numero di casi è in aumento. Essenzialmente
il melanoma è una malattia delle popolazioni bianche, e l’incidenza varia
notevolmente, fino a 100 volte, da paese a paese. In assoluto il maggior numero
di casi si registra in Australia, in particolare nel Queensland, una zona vicina
all’equatore dove la popolazione è di origine nord-europea. Qui il numero di
nuovi casi ogni anno è pari a 40 per 100.000 abitanti. Tra i bianchi
statunitensi di età compresa tra 35 e 44 anni è il tumore più diffuso, e anche
nelle aree dove l’incidenza è più bassa (per esempio l’Europa o il Giappone)
sono stati registrati aumenti rapidi e significativi. Alcuni studi hanno
dimostrato che esiste una differenza tra i sessi per quanto riguarda la
mortalità per melanoma in alcune aree d’Europa, disparità che vedono sfavoriti
gli uomini, tuttavia non si tratta di un dato squisitamente biologico, in quanto
è emerso che gli uomini sono meno informati sulla malattia e sui diversi mezzi
di prevenzione e diagnosi precoce e tendono a presentarsi più tardi al medico.

In prima approssimazione, si può concludere che negli ultimi 30 anni la
frequenza di questa malattia è raddoppiata ogni dieci anni. Tuttavia non si può
ancora indicare una causa di questo fenomeno e, comunque, una buona parte di
questo incremento è dovuta all’aumento delle diagnosi precoci, e al fatto che si
fanno con più frequenza screening sulla popolazione. Una conferma viene anche
dalla recente diminuzione del ritmo di crescita che fa pensare che ci si stia
avvicinando alla stabilizzazione del numero di nuovi casi.

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