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Un nuovo esame per il tumore della prostata

Con un solo esame, in luogo di una pluralità di indagini complesse, e' da oggi possibile identificare una recidiva del tumore della prostata e quindi intervenire molto più tempestivamente. Lo si deve a uno studio eseguito nel Centro di Tomografia a Emissione di Positroni (PET) del San Raffaele diretto da Ferruccio Fazio, in collaborazione con le divisioni di Radiologia diagnostica e di Urologia dello stesso Istituto, oltre che con l' Istituto Europeo di Oncologia e con l' Ospedale San Paolo di Milano.

Lo
studio, che sarà pubblicato sul numero di aprile del Journal of Urology, ha in
particolare dimostrato che grazie all’ uso di un nuovo tracciante, la C-Colina,
la PET e’ stata in grado di identificare la recidiva del tumore della prostata
in 100 pazienti che avevano già subito il trattamento radicale del tumore della
prostata e in cui il valore del marcatore tumorale PSA segnalava un sospetto di
ripresa di malattia. “Con un solo esame quindi - ha osservato il prof.
Fazio - e’ stato possibile eseguire un tempestivo intervento o di
linfoadenectomia retroperitoneale in caso di linfonodi metastatici o di applicazione
di semi radioattivi in caso di malattia locale o di Radioterapia mirata in caso
di localizzazioni ossee”.

Il
tumore prostatico e’ uno dei tumori più frequenti nell’ uomo e ha un’incidenza
del 12%. E’ raro nei soggetti con meno di 40 anni e aumenta progressivamente
con l’età. “Il monitoraggio per individuare e localizzare precocemente l’eventuale
ripresa di malattia nel paziente trattato per tumore prostatico - ha aggiunto
Fazio - prevede il dosaggio di un marcatore tumorale, l’antigene prostatico
specifico o PSA. Tale marcatore non permette però di identificare la sede di
ripresa di malattia ed e’ quindi necessario sottoporre il paziente ad una serie
di indagini diagnostiche, quali l’ecografia transrettale con agobiopsia della
anastomosi vescica-uretrale, la Risonanza Magnetica (RM) con gadolinio, la
Tomografia Computerizzata (TC) e la scintigrafia ossea”. Infatti, nessuno
di questi esami è singolarmente esaustivo e il paziente, fino a oggi, era
costretto a sottoporsi a diversi esami e spesso a dover aspettare a lungo prima
di poter completare il suo inquadramento diagnostico. Fazio ha spiegato che la
PET e’ una tecnica di imaging che si sta imponendo in ambito diagnostico come
metodica di riferimento per valutare i tumori solidi. “Questa metodica -
ha detto - consente di ottenere, in maniera non invasiva, informazioni
metaboliche di tutto il corpo mediante l’impiego di traccianti radioattivi
analoghi ai substrati naturali dei principali processi metabolici della
cellula. Poiché però i tumori presentano caratteristiche metaboliche
differenti, e’ necessario utilizzare diversi traccianti per identificare i
diversi tipi di tumore: nel caso particolare del tumore della prostata si è
infatti osservato che il tracciante comunemente utilizzato nei tumori ([18F]FDG)
non presenta caratteristiche ottimali e si è reso pertanto necessario lo
sviluppo di traccianti alternativi”. In particolare, la PET quindi, grazie
all’uso del nuovo tracciante C-Colina, si e’ dimostrata efficace per l’
identificazione del tumore alla prostata, riducendo la necessità di molteplici
esami e dei lunghi tempi di attesa. (ANSA 07 Aprile 2003).

Commenti dei lettori

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  • Mariano

    14 Oct 2009 - 08:43 - #1
    0 punti
    Up Down

    Quali sono i risultati di validità di questo esame ad oggi e dove è possibile a farlo (luogo più vicino a Trieste?)
    E’ mutuabile?
    Grazie in anticipo per la vs. risposta.
    Cordialmente,
    MB

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