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"Capitale Digitale" - si discute della libertà in rete

Abituati come siamo al continuo replicarsi di cattive notizie riguardo agli attacchi alla rete e in generale al “digital divide” che ci separa da molti altri paesi europei, non possiamo che[...]

internet e libertàAbituati come siamo al continuo replicarsi di cattive notizie riguardo agli attacchi alla rete e in generale al “digital divide” che ci separa da molti altri paesi europei, non possiamo che prendere di buon grado un incontro ad alto livello intitolato “Internet e libertà: perché dobbiamo difendere la rete?”. Organizzato niente meno che da Telecom Italia, Fondazione RomaEuropa, Wired e Assessorato alla Cultura di Roma, e con il supporto di Creative Commons Italia e Centro Nexa, questo l’evento fa parte di un ciclo di cinque appuntamenti iniziato nel settembre scorso. “Capitale Digitale: idee per il futuro” è il nome del ciclo, si propone di affrontare i mutamenti in atto dovuti alla diffusione di una “nuova cultura digitale” in continuo fermento, individuando delle chiavi di lettura fondamentali per cogliere le opportunità che essa può dare a livello politico, economico e sociale.

I temi affrontati vanno dalle proiezioni sull’evoluzione delle tecnologie e della net-culture, ai contesti come il mondo digitale arabo, meno conosciuti ma giovani e dinamici, dagli “under 21″, definiti i nativi digitali, alla libera diffusione dei saperi attraverso le licenze Creative Commons, concludendo con il dibattito sulla libertà di espressione in internet che si terrà l’11 marzo 2010 al Palazzo di Montecitorio. L’incontro potrà essere seguito in diretta streaming dal sito Capitale Digitale. Per partecipare all’evento è necessario prenotarsi attraverso la pagina di Facebook dedicata, e inviando un’email con il proprio nominativo.

L’incontro sarà introdotto dal presidente della Camera G. Fini e ne discuteranno Lawrence Lessing, Franco Barnabè, Umberto Croppi, Fiorello Cortiana, Juan Carlos De Martin, Paolo Gentiloni, Stefano Quintarelli e Paolo Romano. Modera e conduce Riccardo Luna. Considerata la presenza di professori universitari, parlamentari, amministratori delegati di importanti aziende di telecomunicazioni, giornalisti, esperti del settore, confidiamo nel fatto che almeno qualcosa verrà recepito dal mondo della politica, visti i precedenti disegni di legge più o meno ambigui e i toni sempre aggressivi di chi si scaglia contro i blog, i social network e i portali peer-to-peer.

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