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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 22:18:29 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Salsamenteria Verdiana anche a Roma</title>
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	<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 08:31:30 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>news</category><category>cucina emiliana</category><category>roma</category><category>salsamenteria verdiana</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/20070216102539003.jpg" class="left" border="0" width="250" height="222" alt="" /> La Salsamenteria Verdiana, ispirata alle scomparse osterie di fine ottocento, è sbucata senza clamore, nel dicembre del 2005, in via San Pietro all’Orto a Milano, a due passi dal Duomo e in soli tre anni, le “degustazioni di salumi tipici e specialità parmigiane, accompagnate da musica lirica dal vivo”, hanno messo radici in Italia.<br />
Lo splendido e storico ristorante “Mancini” (fondato nel 1905) verrà trasformato in “Salsamenteria Verdiana”.<br />
E’ il primo di sei punti vendita che nasceranno, nella città di Roma, frutto dell’accordo di Franchising tra la B&#038;B srl (Proprietaria e Franchisor del marchio Salsamenteria Verdiana) e la C.&#038;C. srl di Roma.<br />
La tradizione Parmigiana arriva a pochi passi da Montecitorio: nel cuore della capitale si potranno così degustare i salumi tipici artigianali con la torta fritta, i classici tortelli d’erbetta e tutte le altre specialità gastronomiche proprio come nelle trattorie della “Bassa Parmense”.</p>
<p>Presenzierà all’inaugurazione il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli.</p>
<p>Il format abbina la tipicità della cucina emiliana alla solennità della musica classica, offrendo un made in Italy di eccellenza, facile da esportare e di sicura rintracciabilità.<br />
I prodotti gastronomici sono di ottima qualità e provenienti da una filiera interamente controllata dal franchisor B&#038;B: ai salumi tipici di Parma si accompagnano formaggi di tradizione contadina, tortelli emiliani con sfoglia tirata rigorosamente a mano e arrosti preparati con le ricette di una volta.<br />
Anche il pane, di montagna, con la caratteristica crosta sottile e la mollica soffice e fragrante, proviene unicamente dai forni dei fratelli Lusignani di Pellegrino Parmense, premio Chiocciola d’Oro Slow Food, fornitori anche dei dolci, tipici di Parma.<br />
Nei rustici locali, sotto gli occhi severi del Maestro Verdi, in collaborazione con l’associazione “Verdi&#8230;nel pensiero”, pianisti e cantanti lirici si esibiscono rigorosamente dal vivo nelle più belle arie verdiane, in un’atmosfera informale ed elegante al tempo stesso, da pura trattoria italiana. </p>
<p>Presentazione e invito<br />
Salsamenteria Verdiana - Via Metastasio, 21 (angolo Piazza di Firenze) - Roma<br />
Inaugurazione con apertura al pubblico: Mercoledì 21 gennaio 2009 ore 13,00<br />
Presentazione stampa con degustazione ore 10,00</p>
<p>Salsamenteria Verdiana<br />
www.salsamenteriaverdiana.it<br />
Info stampa e prenotazioni: ufficiostampa@salsamenteriaverdiana.it<br />
Maddalena Peluso – cell. +393406968133<br />
Info franchising: franchising@salsamenteriaverdiana.it<br />
Gianluca Binini – B&#038;B srl – tel. +390521271594</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090115083130"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090115083130?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090115083130" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090115083130&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopera_e_lirica%2Finterventi%2F2009%2F01%2Fsalsamenteria-verdiana-anche-a-roma"/></p>
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	<title>L’Opera e la sua storia: Canovaccio per principianti</title>
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	<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 08:26:29 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>news</category><category>libro</category><category>luisa simonetti</category><category>verona</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/91C9F9F2258E9A61D0187A71F33CA6A7.JPG" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="" /> Sarà presentato sabato 17 gennaio, dalle 11,00, presso la Sala Farinati della Biblioteca Civica di Verona, il saggio fresco di stampa “L’Opera e la sua storia: Canovaccio per principianti”, edito da Delmiglio Editore in collaborazione con l’Associazione culturale Lupo della Steppa.</p>
<p>Alla presentazione saranno presenti l’autrice Luisa Simonetti, l’illustratrice Lorenza Simonetti, l’editore e il regista Gianfranco De Bosio, che ha curato la prefazione.</p>
<p>LA QUARTA DI COPERTINA:<br />
Il libro racconta in modo semplice ed accattivante la nascita e l’evoluzione dell’“Opera lirica” dalle origini ad oggi.<br />
L’idea nasce dalla consapevolezza che molte cose passano inosservate per il modo complesso ed erudito con cui vengono presentate, oppure perché non se ne conosce l’origine né il movente.<br />
È il caso dell’Opera lirica che probabilmente ristagna sotto una coltre polverosa dovuta al ruolo “museale” nel quale è stata da tempo confinata…<br />
Ma L’opera è molto di più!<br />
Se noi ci impegnamo a seguirne le tracce, fin dai suoi esordi, scopriamo quanta vitalità , fantasia ed emozione essa racchiude.<br />
La cosa sorprendente, inoltre, è che il suo cammino affianca passo passo quello dell’uomo raccontandone ogni sfaccettatura.<br />
Certo questa è una prerogativa di ogni arte, ma poiché l’Opera ne racchiude molte in una, vale la pena di osservarla un po’ più da vicino iniziando a viverla con meno soggezione e più partecipazione.<br />
Per questo il libro, simpaticamente illustrato, è rivolto ai principianti, ai curiosi e a tutti coloro che avranno voglia di lasciarsi trasportare.</p>
 
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	<title>Don Carlo alla Scala</title>
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	<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 20:12:16 GMT</pubDate>
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    <category>recensioni</category><category>don carlo</category><category>in evidenza</category><category>milano</category><category>teatro alla scala</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>È stato un Don Carlo che non mi ha entusiasmato, a partire dalla direzione d’orchestra per finire ai cantanti, e dispiace molto in quanto la scelta del soggetto verdiano mi era decisamente piaciuta. Se dovessimo fare un paragone con il Tristan und Isolde che aprì la scorsa stagione, la mediocrità della messa in scena verdiana appare ancora più evidente, ancora più triste. Peccato. </p>
<p>La scelta di Daniele Gatti come direttore qualche dubbio l’aveva suscitato subito, lo spettacolo ed i fischi della prima l’hanno confermato. Alla Scala il campanilismo non esiste; non basta essere milanesi per essere applauditi, e questo, consentitemi, è un bene per un teatro che intende rimanere fra i primi al mondo. La direzione è apparsa piatta fin dall’inizio, a volte i cantanti sono stati coperti, il terzetto del secondo atto veramente cacofonico: le voci si sono accavallate senza armonia, non s’è capito niente.</p>
<p>Don Carlo è stato alla fine interpretato da Stuart Neill; voce non entusiasmante, buona l’interpretazione, a volte riusciva a far dimenticare il suo problema più grosso; la sua incredibile mole, abbinata ad un personaggio come l’Infante di Spagna appariva veramente ridicola. Alla fine dell’opera la regia lo raggomitola sulla tomba di Carlo V: una palla verde su di una tomba bianca. </p>
<p>Filippo II è interpretato da Matti Salminen che non solo è “vecchio” ma canta anche da vecchio. La sua “ella giammai mi amò” non emoziona come potrebbe e dovrebbe. La regina, Fiorenza Cedolin, e Rodrigo ,Dalibor Janis, non sono in grado di risollevare le sorti dello spettacolo, operazione che invece riesce in parte alla brava Principessa di Eboli, Dolora Zajick, molto applaudita dopo “o don fatale, o don crudele”. Da lasciar perdere l’interpretazione del Grande Inquisitore Anatolji Kotscherga. </p>
<p>Molto sobria (per una prima) la regia di Stèphane Braunshcweig, che ha il merito di mettere in scena la costante doppia interpretazione di Don Carlo, Rodrigo ed Elisabetta con dei bambini. L’idea riesce e funziona, ed è forse la nota più positiva dello spettacolo. Molto belli i costumi di Thibault Van Craenenbroeck. </p>
<p>Sulla esclusione di Filianoti dopo l’anteprima dedicata ai giovani, mi sento di dire che comunque Daniele Gatti ha preso una decisione non facile, dimostrando di avere la forza che magari altri direttori non avrebbero avuto anche se, forse, ci si poteva accorgere prima…</p>
<p>Lorenzo Mascia</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/1zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="432"   height="288" /></a><br clear="both" /> </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/1"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/thn_1zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/2"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/thn_2zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/thn_4zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="130" height="86" /></a> </p>
 <p>
<a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/5"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/thn_5zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/7"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/thn_11zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/9"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/thn_30zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="130" height="86" /></a> </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/doncarloscala/6"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/doncarloscala/thn_10zdoncarlo.jpg" alt="don carlo alla scala" width="104" height="130" /></a></p>

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	<description>È stato un Don Carlo che non mi ha entusiasmato, a partire dalla direzione d’orchestra per finire ai cantanti, e dispiace molto in quanto la scelta del soggetto verdiano mi era decisamente piaciuta.[...]</description>
	
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	<item>
	<title>La Traviata al Teatro Lirico di Trieste</title>
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	<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 16:26:55 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>appuntamenti</category><category>traviata</category><category>trieste</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/Sejongculturalcenter.jpg" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="" /> La  Metropolitan Opera Company di Seul è ospite del Teatro Verdi di Trieste per esibirsi per la prima volta in Italia in due rappresentazioni dell’opera “Traviata” di Giuseppe Verdi al teatro triestino il 19 dicembre (ore 20.30) e 20 dicembre (ore 17). La Compagnia artistica, Coro e Corpo di ballo coreani saranno affiancati dall’Orchestra della Fondazione lirica triestina.<br />
Le rappresentazioni di questa “Traviata”  rientrano in una operazione di scambio culturale fortemente voluta dai coreani e sostenuta del Sejong Center di Seul, il più importante centro culturale della Corea del Sud sede della Metropolitan Opera Company che dal 1985 realizza ogni anno una stagione lirica finanziata dallo Stato coreano e si esibisce oltre che nella capitale, in tutta la Corea e nelle aree contermini quali Giappone e Cina.<br />
Lo scambio tra la Fondazione Lirica triestina e l’istituzione coreana prevede la trasferta in marzo 2009 dei complessi artistici e tecnici del Teatro Verdi di Trieste per rappresentare a Seul quattro recite dell’opera “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini nella fortunata edizione del regista Giulio Ciabatti, con scene e costumi di Pierpaolo Bisleri, che un grandissimo successo ha avuto questa estate al Festival di Pafos a Cipro. </p>
<p>A cura dell&#8217;ufficio stampa del Teatro Lirico &#8220;Verdi&#8221; di Trieste</p>
 
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	<description>La  Metropolitan Opera Company di Seul è ospite del Teatro Verdi di Trieste per esibirsi per la prima volta in Italia in due rappresentazioni dell’opera “Traviata” di Giuseppe Verdi al teatro[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Aida al Teatro Massimo</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 14:18:22 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>recensioni</category><category>aida</category><category>teatro massimo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida01.jpg" class="left" border="0" width="250" height="173" alt="" /> Rappresentazione del 30 novembre 2008</p>
<p><strong>“Ritorna vincitor”</strong></p>
<p>Ritorna vincitor F<strong>ranco Zeffirelli</strong>, con la sua Aida dopo una pluriennale assenza dal Teatro Massimo, definito dallo stesso Maestro in una recente intervista “culla della sua carriera”.</p>
<p>Proprio in quel periodo, nel 1963 sottoscrisse per la Scala di Milano la regia di uno spettacolo straordinario, colossale e sfarzoso, ripreso oggi a Palermo dopo un parziale necessario restauro.<br />
Un allestimento d’altri tempi, completo, con dovizia di tutti i particolari previsti dalla partitura e che rimarrà sicuramente nella storia internazionale del teatro lirico, in contrapposizione con le moderne rappresentazioni, limitate all’essenziale o destinate alla rivoluzione scenografica ed epocale della vicenda originale.</p>
<p>Luoghi molto realistici, scene, costumi tradizionali ed ampie raffigurazioni della grande <strong>Lila de Nobili</strong>, che danno la sensazione all’attonito spettatore di vivere proprio nell’ambiente egizio, in un mondo lontano ed in particolar modo nel contesto dell’arcinota marcia trionfale che lascia tutti effettivamente col fiato sospeso ed esultanti.</p>
<p>Un  “Gloria all’Egitto”  ricchissimo d’effetti, con le lunghe trombe egizie, la sfilata dei carri da guerra, i due bellissimi cavalli bianchi montati che attraversano l’intera scena, i tesori, le statue degli dei, i balletti con le coreografie di <strong>Vladimir Vassilev</strong> - esemplari la sacerdotessa-<strong>Luciana Savignano</strong> e Nubiano-<strong>Josè Perez</strong> e particolarmente simpatica la danza dei piccoli schiavi mori - su un palcoscenico che nonostante i circa 1200 mq appare piccolo (circa 150 tra interpreti principali, ballerini e comparse).<br />
Adeguatissimi poi gli effetti luminosi di <strong>Marco Filibeck</strong>, con alternati giochi di luce ed ombre che assecondano lo svolgersi degli eventi. </p>
 <p>Composta dopo Don Carlo e prima del rifacimento di Simon Boccanegra, cui seguirono Otello e Falstaff, Aida – di consistente tensione drammatica - segna il solco di separazione tra gli schemi del vecchio melodramma e quello dell’ultimo ottocento, anche se contiene le cabalette tanto amate da Verdi, di cui non riesce a farne a meno, neanche in Otello, ma ricca di tante invenzioni musicali, come l’esotismo che scaturisce dall’alternanza degli accordi minori e maggiori dell’oboe, del flauto, dell’arpa e dai tremolii degli archi; oltre gli espressivi tre motivi principali ricorrenti, dell’amore di Aida, del sospetto di Amneris, di quello religioso dei sacerdoti, d’ispirazione wagneriana e le raffinate pagine dell’ultimo atto, come  nel duetto Aida-Radames “O terra addio”.</p>
<p>La partitura musicale elaborata sul libretto di Ghislanzoni, con cui Verdi collaborò alacremente in molte revisioni, rivela la piena maturazione umana ed artistica del compositore che, soddisfatto, aveva esternato nel contempo l’intenzione di non scrivere più opere. La prima fu rappresentata al Il Cairo alla vigilia del natale 1871 e l’anno successivo alla Scala, ma senza i balletti che furono invece introdotti a Parigi nel 1880.</p>
<p>Per il Cigno di Busseto, era però fondamentale che la musica prevalesse sul dramma e non viceversa, invece in quest’edizione si è verificato esattamente il contrario: è prevalso il dramma nella sua spettacolarità, non adeguatamente supportato dall’impianto musicale.</p>
<p>Il maestro <strong>Maurizio Benini</strong>, noto direttore di fama internazionale, col gravoso compito di concertare e dirigere una smisurata compagine orchestrale, completa in tutte le sezioni e costituita da circa 125 elementi disposti tra il golfo mistico ed il palcoscenico, sembra aver dato all’opera una lettura prevalentemente sinfonica, anche se lo spessore è questo, alleggerendo spesso la tensione drammatica; in talune circostanze avremmo preferito tempi più sostenuti e colori più vivaci.<br />
Pregevoli l’ouverture dell’opera ed il preludio  del secondo ed il quarto atto, in cui le ultime note si ricongiungono a quelle del primo, come in un circuito chiuso. Più che eloquente il gran concertato del termine del secondo atto in cui l’esecuzione è stata di alto livello drammatico ed emotivo, grazie pure all’ottima preparazione del coro al completo diretto da Andrea Faidutti, molto apprezzato anche per gli accurati pianissimi nel rimanente spettacolo. </p>
<p>La notevole potenza delle voci soliste principali prevaleva sul gran concertato; erano quelle di <strong>Amarilli Nizza</strong>, <strong>Marco Berti</strong> e <strong>Mariana Pentcheva</strong>, rispettivamente Aida, Radames ed Amneris.<br />
Tre artisti in carriera in campo internazionale sin dall’inizio degli anni novanta,  interpreti del cast principale nella prima ed in questa replica domenicale.</p>
<p><strong>Amarilli Nizza</strong> - esperta nel titolo del ruolo, applaudita  recentemente  all’Arena di Verona - ben nota al pubblico del Massimo per I Pagliacci di Leoncavallo ed il Trittico di Puccini, dotata appunto di  potenza  e di sicurezza vocale non indifferente, soprattutto nel registro acuto di soprano lirico e di un bel timbro. E’ stata un’Aida forse un po’ troppo autorevole e talvolta impetuosa, piuttosto che nobile, nostalgica e dimessa,  anche se principessa etiope, con colore vocale poco chiaro nella zona medio bassa, spesso di dizione incomprensibile e con talune asperità.<br />
In “Ritorna vincitor … Numi pietà del mio soffrir”  del primo atto ed in “O patria mia … O cieli azzurri “ del terzo e nei duetti con Radames, Amneris ed Amonastro,  non si è certo risparmiata tratteggiando una buona interpretazione dell’introspezione psicologica del personaggio, tuttavia dovrà indubbiamente migliorare lo stile di canto .</p>
<p>Da <strong>Marco Berti</strong>, tenore lirico esperto interprete anche dei ruoli verdiani, dal bel colore vocale e dai pregevoli squilli, ci aspettavamo di più. In “Se quel guerriero io fossi “, aria tanto amata dagli appassionati del melodramma e cavallo di battaglia dei più grandi tenori di tutti i tempi, non ha pienamente convinto - nonostante la chiarezza di fraseggio e la morbidezza vocale di cui è dotato - per la resa generale non propriamente costante nella zona medio-grave: ha preferito l’esposizione interamente eroica,  piuttosto che alternarla a quella romantica con i pianissimi previsti dalla scrittura. Un po’ statico, ha risolto in ogni modo il resto dell’opera, nei duetti con Aida ed Amneris, giungendo sino all’ultimo atto senza particolari difficoltà.</p>
<p>Un po’ meglio per L’Amneris della bulgara <strong>Mariana Pentcheva</strong>, apprezzata Santuzza nell’ultima Cavalleria rusticana al Massimo ed anche lei esperta interprete verdiana, dall’ampia e sicura estensione di mediosoprano-contralto e di maggiore intensità interpretativa, anche se spesso di dizione poco chiara.<br />
E’ apparsa un po’ fredda nella prima parte dell’opera, ma ha saputo manifestare l’antagonismo psicologico nei confronti di Aida, con i chiari contrasti di personalità tra la malvagità ed il disarmo ed tra la superbia e la debolezza.  Nel quarto atto, in “Morir mi sento” con la nenia dei sacerdoti ed il saldo spessore orchestrale, ha delineato con chiarezza la propria desolazione nel perdere definitivamente Radames.</p>
<p>Un trittico di artisti, in definitiva, di qualità che potrebbero superare con l’esperienza talune insufficienze e diventare ottimi interpreti, come sarebbe stato più opportuno in quest’occasione.</p>
<p>Più esperto il baritono messicano <strong>Carlos Almaguer </strong>- Amonasro, sconfitto re d’Etiopia, padre di Aida, dal bel timbro intenso, tipicamente verdiano e dall’ottima estensione, che nonostante qualche asprezza ha delineato il personaggio con sicurezza nelle poche pagine dedicategli dal compositore. Seducente il duetto con Aida “Rivedrai le foreste imbalsamate”, con accurato fraseggio e con piena ed espressiva  autorevolezza in “Non sei mia figlia, dei Faraoni sei tu la schiava”, unitamente all’ottimo drammatico ed intenso sostegno dell’orchestra.</p>
<p>Completavano dignitosamente il cast i due personaggi che rappresentano il potere politico e decisionale,  <strong>Paata Burchuladze</strong> – nelle vesti del gran sacerdote Ramfis, famoso potente basso in cui sono evidenti i segni del logorio della lunghissima carriera e con analoghe problematiche <strong>Konstantin Gorny</strong>, in sostituzione del previsto basso <strong>Andrea Papi</strong> in quelle del re.</p>
<p>In buona sostanza, uno spettacolo di cui sarebbe rimasto un bellissimo ricordo, se anche musicalmente fosse stato pienamente appagante.<br />
Tuttavia ci sono stati ampi consensi anche per gli interpreti al termine dei singoli atti ed alla conclusione dell’opera, ma non sono stati quelli interminabili con le continue chiamate dei grandi successi, in un teatro stracolmo in ogni ordine di posti, nella prima ed in questa replica, confermando altresì la condivisione di un giudizio modesto, sia dalla critica, sia dal pubblico, spesso non concordi in altre circostanze.</p>
<p>Gigi Scalici</p>
<p>(foto tratte dal sito del Teatro Massimo)<br />
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<p><a href='http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/'>L&#8217;Aida a Palermo</a><br />
<a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/2"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida03.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/3"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida04.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida05.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="86" /></a> </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/5"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida06.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/6"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida07.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/7"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida08.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="86" /></a> </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/8"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida09.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="86" /></a> <a href="http://guide.supereva.it/opera_e_lirica/galleria/aida-01/1"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/aida-01/thn_aida02.jpg" alt="l'aida a palermo" width="130" height="106" /></a></p>

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	<description>Rappresentazione del 30 novembre 2008
“Ritorna vincitor”
Ritorna vincitor Franco Zeffirelli, con la sua Aida dopo una pluriennale assenza dal Teatro Massimo, definito dallo stesso Maestro in una[...]</description>
	
	</item>
    
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	<title>Il Trovatore e Nabucco a Catanzaro</title>
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	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 08:35:19 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>recensioni</category><category>catanzaro</category><category>caterina novak</category><category>nabucco</category><category>trovatore</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/Foto_novak.jpg" class="left" border="0" width="187" height="250" alt="" /> Ho presenziato come critico musicale romano alle performances realizzate nel mese di Agosto presso il Nuovo Anfiteatro Comunale di Soverato, a Catanzaro, delle due opere piu’ imponenti di Giuseppe Verdi per le masse corali impegnate e per le grandi voci richieste ai cantanti: <strong>Trovatore</strong> e<strong> Nabucco</strong>. Il Trovatore fa parte della cosiddetta Trilogia popolare che raggruppa tre opere di Verdi di grande successo tutte scritte nel 1851 (Traviata ,Rigoletto e Trovatore). Scritta su libretto di Salvatore Cammarano essa fu rappresentata in prima assoluta al Teatro Apollo il 19 gennaio 1853. Il Nabucco opera monumentale di G.Verdi, su libretto di Temistocle Solera, fece il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano il 9 marzo 1842. Tale opera è stata spesso letta come quella più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell&#8217;epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese che cantavano il triste coro del “Va pensiero”.Due opere di grande rilevanza storica e musicale. L’ottima impressione riportata delle perfette esecuzioni ascoltate dal vivo mi ha spinto a dedicare un articolo in omaggio al Maestro Giovanni Froio e al mezzosoprano Caterina Novak di cui sono un appassionato sostenitore da vari anni. Il Maestro Froio, fondatore del Centro Studi Musica Sud di Soverato, della Catanzaro Symphony Orchestra e della Italian Chamber Orchestra, compositore, docente di armonia e storico musicale ha egregiamente diretto tutte e due le opere con sapiente maestria. Egli è gia’ molto conosciuto in America,in Francia,in Romania ed in Grecia ed in Polonia per aver collaborato con le locali maggiori istituzioni per la realizzazione di grandi eventi musicali ed è stato recensito positivamente dalla stampa italiana ed estera piu’ accreditata. A lui va  il merito di aver saputo trovare i tempi piu’ idonei a valorizzare una orchestra per quanto cospicua , priva delle nostre tradizioni .A seguire la bacchetta del maestro molto bravi i violini, meno i violoncelli, i corni e i contrabbassi. Con sapiente tocco ritmico il Maestro Froio ha guidato l’Orchestra Nazionale di Dniepopetrovsk, il coro e cantanti per circa tre ore di spettacolo all’aperto in un susseguirsi di eventi. Il cast dei solisti  era formato da cantanti italiani e stranieri tra cui il soprano Natalia.Margrit, (Abigaille e Leonora), i tenori Giorgio Casciarri (Manrico) e Cristian .Balascescu (Ismaele) , i baritoni Alfio Grasso (Conte di Luna) e Antonio Zese (Nabucco). Alla manifestazione ha partecipato il celebre mezzosoprano Caterina Novak, ottima interprete gia’ contraddistintasi piu’ di una volta nei nostri teatri italiani che nei difficili panni di Azucena e di Fenena ha entusiasmato la platea che la ha lungamente applaudita. Caterina Novak è certamente una tra le maggiori interpreti verdiane dei nostri tempi. Voce armonica brunita e calda, di stampo italiano, riesce sempre con il suo fraseggio legato, morbido ed elegante a trascinare e coinvolgere la platea che la ha lungamente applaudita nelle arie “Stride la vampa”,“Condotta ell’era in ceppi” e “Oh,dischiuso è il firmamento”.Molto interessante la capacita’ dell’artista di rendere talmente propri i personaggi interpretati tanto da non distinguere piu’ tra finzione e realta’ fino al termine dello spettacolo creando atmosfere mozzafiato come nel suo addio a Manrico o tenere e sognanti come nel duetto “Ai nostri monti”.Ottime le scene ed i costumi. In complesso due opere ben riuscite, con un grande direttore e degni interpreti che avremmo piacere di riascoltare ancora anche nelle programmazioni delle prossime stagioni liriche della Provincia di Catanzaro.<br />
UBALDO DELLA CROCE</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20081205083519"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081205083519?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081205083519" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081205083519&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopera_e_lirica%2Finterventi%2F2008%2F12%2Fil-trovatore-e-nabucco-a-catanzaro"/></p>
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	<title>Sferisterio: ecco le date del 2009</title>
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	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 08:34:53 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>news</category><category>sferisterio opera festival 2009</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/sferisteriobis.jpg" class="left" border="0" width="250" height="172" alt="" /> Il primo sipario ad aprirsi, come nella tradizione iniziata dal Direttore Artistico Pier Luigi Pizzi sarà quello del Lauro Rossi, il 23 luglio, con “Don Giovanni” di Mozart (repliche 28 e 30 luglio). Il cartellone dell’Arena sarà invece inaugurato il giorno seguente con un’opera di Puccini, “Madama Butterfly” (24, 31 luglio e 2, 5, 7 agosto ). Cinque date anche per “La traviata” di Giuseppe Verdi (25 luglio e 1, 4, 6, 8 agosto). Mentre la prima mondiale assoluta de “Le malentendu”, l’opera che Matteo D’amico ha tratto dall’omonimo lavoro di Albert Camus avverrà all’Auditorium San Paolo il 26 luglio, con replica il 29. L’orario degli spettacoli è sempre alle ore 21.</p>
<p>Invariato il costo dei biglietti rispetto al 2008. Da 15 a 120 euro i prezzi dello Sferisterio (escluse le poltronissime delle prime che valgono 150 euro). Da 10 a 50 euro invece per un posto al Lauro Rossi (70 per il primo settore e 40 per il secondo del 23 luglio).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20081205083453"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081205083453?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081205083453" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081205083453&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopera_e_lirica%2Finterventi%2F2008%2F12%2Fsferisterio-ecco-le-date-del-2009"/></p>
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	<title>Machbeth a Pisa</title>
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	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 15:54:57 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>appuntamenti</category><category>machbet</category><category>pisa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/macbeth_moniquefoto_01.jpg" class="left" border="0" width="250" height="166" alt="" /> Era dal 1994, quando Macbeth aprì la Stagione Lirica di quell&#8217;anno e nel ruolo di Macduff segnò il debutto di <strong>Andrea Bocelli</strong> sulle scene operistiche, che questo capolavoro centrale nella produzione verdiana, primo di una serie di fruttuosi incontri di Verdi con l&#8217;opera di Shakespeare, mancava dalla scena pisana. Ora finalmente Macbeth approda di nuovo a Pisa, secondo titolo della Stagione, nell’allestimento coprodotto tra i Teatri del circuito Lirico Lombardo (Grande di Brescia, Sociale di Como, Ponchielli di Cremona, Fraschini di Pavia) e il Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento, il Teatro Sociale di Rovigo e il Teatro di Pisa: in scena al Teatro Verdi, dopo la recita promozionale per le scuole di giovedì pomeriggio, venerdì 5 e domenica 7 dicembre (venerdì in serale alle ore 20.30, domenica in pomeridiana alle ore 16).<br />
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei tratto dall&#8217;omonima tragedia di William Shakespeare, Macbeth debuttò al Teatro della Pergola di Firenze il 14 marzo 1847 e venne poi modificato per le scene del Théatre Lyrique di Parigi dove venne rappresentato il 21 aprile 1865 (e proprio la versione riformata per Parigi è quella in scena a Pisa).<br />
La trama è nota: la storia infatti è incentrata sulla sanguinosa ascesa di Macbeth al trono, complice la moglie che, per sete di potere, lo istiga al regicidio, e sulla altrettanto sanguinosa caduta di entrambi, lei delirante e sonnambula uccisa dai propri incubi, lui trafitto sul campo di battaglia per mano di Macduff, rientrato in patria alla testa di un esercito deciso ad abbattere il tiranno. Il tutto preannunciato da profezie di streghe.<br />
Fra le rare opere dell&#8217;Ottocento in cui non figuri un dramma d&#8217;amore ma problematiche psicologiche universali come il confronto dell&#8217;individuo con la propria coscienza e identità, la presenza del male nella natura umana e la lotta con esso, il rapporto dell&#8217;uomo con il potere, Macbeth fu il capolavoro innovativo - onirico e sublime, conciso e veemente, tutto giocato su dimensioni che riguardano la coscienza e la componente sovrannaturale - di un Verdi trentatreenne, che proprio qui venne definendo la propria statura drammaturgica.</p>
 <p>Diversi i punti di forza di questo spettacolo, a partire dalla regia di<strong> Andrea De Rosa</strong> (ripresa a Pisa da<strong> Andrea Cigni</strong>), che individua il nocciolo del dramma nell&#8217;ineluttabile avverarsi dei desideri più nascosti ed inconfessabili dei due protagonisti e lo cala in una dimensione onirica, e dalla presenza sul podio del giovane direttore d&#8217;orchestra <strong>Giampaolo Bisanti</strong>, bacchetta dalla folgorante carriera nazionale e internazionale (tra i suoi prossimi impegni spiccano fra gli altri quelli con l&#8217;Orchestra Sinfonica di Milano &#8220;G. Verdi&#8221;, la Monterey Symphony Orchestra di San Francisco, il Teatro Verdi di Trieste, I Teatri di Piacenza e Modena e l&#8217;Orchestra della Fondazione Toscanini, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Politeama di Lecce, il Teatro Carlo Felice di Genova e la Staatsoper di Vienna).<br />
Scene e costumi sono di <strong>Alessandro Ciammarughi</strong>, l&#8217;artista di notevole eleganza che ha firmato alcuni fra i più prestigiosi allestimenti d&#8217;opera in Italia e all&#8217;estero, luci di <strong>Cesare Accetta</strong>, coreografie di Anna Redi.<br />
Spiccano nei ruoli protagonisti <strong>Dimitra Theodossiou</strong>, il soprano greco annoverato fra le voci piú importanti del repertorio verdiano e belcantistico, interprete di gran temperamento, dalla voce piena ed estesa, capace di grandi escursioni di registro e di colori espressivi, e <strong>Vittorio Vitelli</strong>, il baritono ascolano che ha debuttato giovanissimo nella Lucia di Lammermoor per poi cantare, acclamato protagonista, in opere dell&#8217;impegnativo repertorio verdiano e non solo, tutte produzioni rilevanti nel panorama nazionale e internazionale.<br />
Nel ruolo di Banco il basso <strong>Francesco Palmier</strong>i, in quello di Macduff il tenore<strong> Stefano Ferrari</strong>. Il soprano <strong>Maria Letizia Grosselli</strong> è la Dama, il tenore <strong>Cristiano Olivieri</strong> è Malcom, il basso <strong>Franco Federici</strong> interpreta i ruoli sia del Medico che del Sicario. Completano il cast <strong>Simone Marchesini</strong> (il Domestico) e, nel ruolo delle Apparizioni<strong> Ilaria Dacroce</strong> (del coro voci bianche &#8220;C. Eccher&#8221; di Cles) e <strong>Giuseppe Ostini</strong>.<br />
Esegue le danze il Corpo di Ballo del Teatro Sociale di Trento formato dall’associazione culturale ArteDanza di Trento e da DanzaMania di Pergine.<br />
Orchestra Filarmonia Veneta &#8220;G. F. Malipiero&#8221; di Rovigo, Coro del Teatro Sociale di Trento diretto dal M° Luigi Azzolini.<br />
Biglietti al Botteghino del Teatro Verdi con prezzi che variano dai 44 ai 13 euro. Per informazioni tel 050 941 111</p>

    <p><map name="google_ad_map_20081204155457"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081204155457?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081204155457" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081204155457&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopera_e_lirica%2Finterventi%2F2008%2F12%2Fmachbeth-a-pisa"/></p>
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	<title>Cartellone degli spettacoli al Teatro Verdi di Trieste</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 14:37:13 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>appuntamenti</category><category>dicembre 2008</category><category>teatro trieste</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/DesseArmiliato6.jpg" class="left" border="0" width="166" height="250" alt="" /> Particolarmente interessanti sono le proposte che il <strong>Teatro Lirico Giuseppe Verdi</strong> di Trieste offre al pubblico amante della grande musica e della danza. nel mese di dicembre, a partire da due opere liriche che possono allettare gli spettatori per ragioni diverse. <strong>Mr. Hyde?</strong>  opera contemporanea del compositore triestino Giampaolo Coral è una prima rappresentazione assoluta affidata alla direzione del maestro Paolo Longo. <strong>La Traviata</strong>  di Giuseppe Verdi intramontabile opera è proposta  in una originale interpretazione del Metropolitan Opera di Seul   che approda  per la prima volta  in Italia, proprio a Trieste.<br />
Gli amati della danza avranno l’imperdibile occasione di ammirare Eifman Ballet Theatre di San Pietroburgo, considerata una fra le più prestigiose formazioni di danza del panorama internazionale  per qualità tecnica e stile oltre che per le originali coreografie. Dopo lo strepitoso successo ottenuto lo scorso anno, ritorna l’Eifman Ballet solo al “Verdi” di Trieste, con il balletto<strong> Red Giselle</strong>, titolo con cui la  Compagnia si è affermata sui palcoscenici di tutto il mondo.<br />
Altro debutto nel campo della danza è lo spettacolo <strong>Tetratkys</strong>, originale riflessione sulla nascita della società che intreccia il linguaggio della danza con la prosa e il canto sulle musiche barocche di Händel. Lo spettacolo coinvolge il Corpo di ballo del Teatro,  ballerini solisti, cantanti, attori e allievi dell’Accademia Teatrale Città di Trieste oltre all’Orchestra del Verdi diretta da Paolo Longo.<br />
Gran finale il 31 dicembre con il Concerto di Fine Anno alle ore 18 al Teatro Verdi: protagonisti di lusso  Daniela Dessì e Fabio Armiliato che, accompagnati dall’Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretti dal maestro Lorenzo Fratini, interpreteranno brani lirici fra i più celebri e amati dal pubblico: un occasione straordinaria da gustare nell’atmosfera festosa che solo un grande teatro sa offrire.<br />
Sono previste speciali agevolazioni per i giovani under 26  e biglietti last minute (scontati del 50%) per ogni  spettacolo un’ora prima dell’inizio. </p>
<p>Comunicato stampa a cura del Teatro Verdi di Trieste</p>
<p>INFO<br />
<a href="www.teatroverdi-trieste.com">Teatro Verdi di Trieste</a><br />
numero verde 800 090373</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20081202143713"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081202143713?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081202143713" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081202143713&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopera_e_lirica%2Finterventi%2F2008%2F12%2Fcartellone-degli-spettacoli-al-teatro-verdi-di-trieste"/></p>
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	<description>Particolarmente interessanti sono le proposte che il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste offre al pubblico amante della grande musica e della danza. nel mese di dicembre, a partire da due opere[...]</description>
	
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	<title>Roland Petit e Aterballetto alle Muse di Ancona</title>
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	<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 13:22:30 GMT</pubDate>
	<dc:creator>daniulla</dc:creator>
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    <category>appuntamenti</category><category>balletto</category><category>muse di ancona</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/opera_e_lirica/petitcoppelius.gif" class="left" border="0" width="200" height="250" alt="" /> Si possono già acquistare i biglietti per i balletti della Stagione di Opera Balletto e Recital della Fondazione Teatro delle Muse. I balletti, che saranno quest’anno uno per l’apertura di cartellone e l’altro in chiusura, vantano per la prima volta la presenza dell’orchestra come grande novità di questa Stagione. Quattro serate all’insegna della danza di qualità, con due coreografi che si presentano da soli: il grande <strong>Roland Petit</strong> che sarà ad Ancona in occasione delle due date e <strong>Mauro Bigonzetti</strong> che guida la Compagnia al completo di <strong>Aterballetto</strong>. </p>
<p>Il 13 e 14 dicembre 2008 con <strong>Serata Roland Petit</strong>: Un coreografo racconta in scena danzatori importanti che ci trasporteranno in un viaggio tra le coreografie più belle e famose del grande maestro. Poi il 21 e 22 marzo, con il secondo appuntamento di danza, <strong>Terra Rossini Cards dell’Aterballetto</strong>, con le coreografie di Mauro Bigonzetti e la presenza  dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta da Bruno Moretti. </p>
 
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	<description>Si possono già acquistare i biglietti per i balletti della Stagione di Opera Balletto e Recital della Fondazione Teatro delle Muse. I balletti, che saranno quest’anno uno per l’apertura di[...]</description>
	
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