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IRIS

Melodramma in tre atti Musica di Pietro Mascagni Libretto di Luigi Illica

Atto primo.

L’azione si svolge in un villaggio del Giappone. Osaka, giovane ricco e
capriccioso, invaghitosi di Iris, ingenua musmé, incarica Kyoto, proprietario di
una casa da tè, di rapirla. A tale scopo i due allestiscono uno spettacolo di
burattini il cui soggetto sono gli amori contrastanti di Dhia e Jor, figlio del
Sole, al quale lo stesso Osaka presta la voce. Iris, avvicinatasi tra la folla
per assistere allo spettacolo, è afferrata e trascinata via. Al padre di lei, il
cieco, che chiama la figlia viene fatta pervenire da Kyoto, insieme a del
denaro, una missiva lasciata sulla soglia di casa in cui si dice che la
fanciulla è volontariamente fuggita a Joshiwara, il quartiere dei piaceri. Il
vecchio chiede che lo si guidi in città alla ricerca di Iris per scagliare
contro di lei la sua maledizione.

Atto secondo.

Osaka tenta invano di conquistare Iris che, risvegliatasi nella sua ricca
abitazione dopo avere perduto i sensi, riconosce nella voce del giovane quella
di Jor. Corteggiata da Osaka ella ne respinge ogni lusinga e si mostra
insensibile anche al suo bacio appassionato; il giovane annoiato cede allora la
fanciulla a Kyoto che la fa abbigliare per esporla agli sguardi della folla. Tra
di essa è il cieco che guidato in presenza della figlia la maledice gettandole
contro del fango. Disperata la fanciulla cerca la morte gettandosi in un
precipizio.

Atto terzo.

Nel fondo del baratro il corpo di Iris è rinvenuto da alcuni cenciaioli che
tentano di derubarla delle vesti e dei gioielli di cui è abbigliata; quando però
si accorgono che la fanciulla dà segni di conoscenza fuggono spaventati. La luce
del sole che sorge illumina gli ultimi momenti di vita di Iris e sembra
pietosamente confortarla negli angosciosi interrogativi ch’ella si pone circa la
propria sorte dolorosa. Intorno al suo corpo spuntano numerosissimi fiori. Iris
è così accompagnata in cielo da un’armoniosa visione di colori e di luci.