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IL CAVALIERE DELLA ROSA

Commedia lirica in tre atti Musica di Richard Strauss Libretto di Hugo von Hofmannsthal

Atto primo.

La marescialla, che nell’intimità si fa chiamare Bichette, approfitta
dell’assenza del marito per dare convegno nella sua camera al suo giovane
spasimante, conte Ottaviano, detto Quin-Quin. Ma la sua felicità è offuscata dal
presentimento del non lontano sfiorire della sua bellezza. Il pandemonio che si
ode dal guardaroba la fa trasalire. Teme un anticipato ritorno del marito. Si
tratta invece del cugino, barone Ochs di Leuchenau, uomo rozzo e goffo, venuto
ad annunciare alla marescialla il suo fidanzamento con Sofia, figlia di un
borghese arricchito, il signore di Faninal. Travolto lo sbarramento dei servi,
Ochs entra nella stanza prima che Ottaviano, travestito da donna, sia riuscito a
svignarsela e rivolge alla presunta cameriera, pesanti galanterie. Alla cugina
chiede consiglio su ci dovrà portare, secondo la tradizione, la simbolica rosa
d’argento alla fidanzata. La marescialla indica Ottavio come possibile
messaggero e gliene mostra un ritratto. Ochs nota la somiglianza con la
cameriera e, convinto che si tratti della sorella illegittima del cavaliere del
ritratto, accetta. Viene introdotta la clientela dal mattino: il notaio, il
capocuoco, la modista, uno scienziato, un venditore di animali, l’intrigante
Valzacchi con la sua degna compagna Annina, una vedova nobile con le sue tre
figlie, un cantante, un flautista, infine il parrucchiere. Il barone si
intrattiene con il notaio sui suoi affari matrimoniali ed è assediato da
Valzacchi e Annina che si offrono di entrare alle sue dipendenze per sorvegliare
la futura moglie. Rimasta sola, la marescialla è di nuovo assalita da pensieri
malinconici e nemmeno il ritorno di Quin-Quin la rasserena: anzi, le fa sentire
ancora più dolorosamente che presto egli la abbandonerà per una donna più
giovane e più bella. Ottaviano vorrebbe rassicurarla, ma quando se ne va la
marescialla nota che non si sono dati nemmeno un bacio. Sul tema dell’amore
rassegnato, intrecciato a quello di Ottaviano, la marescialla consegna al
piccolo negro Mohamed l’astuccio contenente la rosa affidatale dal cugino perché
la porti al conte Ottaviano.

Atto secondo.

In casa del signore di Faninal si preparano le accoglienze del cavaliere della
rosa. Entra Ottaviano che si dirige verso Sofia e le consegna la rosa. Tra i due
giovani si crea un’immediata intesa. Sofia confessa a Ottaviano di non amare il
barone che le sembra un mercante di cavalli. Giunge Ochs, accolto
cerimoniosamente da Farinal. I due si ritirano con il notaio per stendere il
contratto di nozze. Rimasti soli Sofia e Ottaviano si dichiarano il loro amore.
Valzacchi e Annina li sorprendono e denunciano lo scandalo al barone. Ottaviano
affronta il barone e lo ferisce con la spada. Ochs invoca un medico e Faninal
vorrebbe affrettare le nozze. Annina consegna al barone un messaggio nel quale
la presunta cameriera della marescialla acconsente a un convegno amoroso con lui
la sera del giorno dopo. Ochs è molto compiaciuto, ma finge di non capire che
Annina si attende una ricompensa.

Atto terzo.

In un separé della locanda scelta come luogo del convegno amoroso tra Ochs e la
falsa cameriera, Valzacchi e Annina mettono a punto la trappola per il barone.
Ottaviano, già in abiti femminili, dà loro una mancia, esce e rientra poco dopo
al braccio del barone. Congedati oste e camerieri per non dover pagare un contro
troppo salato, Ochs si accinge a godere dell’avventura. Tuttavia la
rassomiglianza della fanciulla con Ottaviano lo turba: rumori misteriosi e
strane apparizioni lo inquietano. Improvvisamente, appare Annina, vestita a
lutto che sostiene di riconoscere nel barone il marito che l’ha abbandonata e si
mostra indignata di trovarlo tête-à-tête con una minorenne. Valzecchi, l’oste e
i camerieri le danno man forte; quattro bambini irrompono gridando “papà”.
Interviene un commissario di polizia che, incurante delle proteste del barone,
apre un’inchiesta. Frattanto si è radunata una folla di curiosi che commenta
salacemente l’accaduto. Giungono anche Sofia e Faninal, che si sente male.
Ottaviano spiega al commissario l’intrigo e ricompare in abiti maschili.
Sopraggiunge la marescialla. Il barone, liquidato da Sofia e stupito di
ritrovare lì Ottaviano, fugge indecorosamente inseguito da oste, camerieri,
suonatori che reclamano di essere pagati. La marescialla comprende che Sofia e
Ottaviano si amano e si arrende con malinconia, ma anche con dignità, alla
crudele legge della vita. Sofia ed Ottaviano si baciano ed escono. Dopo un
attimo entra il paggio Mohammed, raccoglie il fazzoletto lasciato cadere da
Sofia e esce con una breve danza.