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Aspre critiche, ma Pavarotti è sempre Pavarotti

Grande successo di pubblico, ma pessimo successo di critica per Luciano Pavarotti alla prima delle tre recite di Tosca al MET che segneranno il suo addio alle scene.

Veleni su Luciano Pavarotti: applauditissimo dal pubblico di New York, il
tenore ha dato sabato il primo di tre concerti d’addio al Metropolitan Opera
Theater attirandosi però gli implacabili commenti della critica.

C’è un protocollo rispettato per i fans della lirica e per i critici:
chiudere un occhio sugli addii dei grandi artisti, e Pavarotti è stato uno dei
più grandi artisti del nostro tempo. E tuttavia, con la sua uscita di scena
tristemente prolungata, lui stesso ha invitato i commenti
“, si è
giustificato così Anthony Tommasini, critico musicale del New York Times,
per le parole dure nei confronti del nostro Lucianone nazionale.

Pavarotti ha cantato nel ruolo di Mario Cavardossi nella Tosca al fianco della
soprano Carol Vaness dopo che nel 2002 aveva dato più volte forfait
all’ultimo momento adducendo problemi di salute: “Fisicamente non è mai stato
così pesante
“, ha osservato Tommasini secondo cui “guardandolo arrancare
sul palcoscenico, a volte sostenuto dalla sua Tosca, ci si poteva chiedere
perchè si è sottoposto alla fatica di questa performance
“.

Quanto alla voce “ogni tanto c’è stato un flash dell’incomparabile suono di
Pavarotti, ma è stato triste ascoltarlo con energia così diminuita in questa
occasione
“, ha scritto Tommasini secondo cui il tenore ha speso “tanta
concentrazione per far funzionare la voce che ha finito per lasciare cose come
il ritmo e il tempo al caso
“.

Altri critici non sono stati così cattivi: Jay Nordlinger sul New York
Sun, ha scritto che il cantante di Modena gli è sembrato meno grasso che in
passato ma, quanto a voce, non proprio in forma, nonostante sia sempre “Pavarotti”.

Pavarotti ha in programma altre due repliche d’addio di Tosca: mercoledì
e sabato sera, sempre al Met. Sabato scorso ha comunque avuto dal suo pubblico
un’ovazione di cinque minuti al termine della rappresentazione.

Aspettatevi che quella di sabato prossimo, quella del vero addio, sia lunga
e tumultuosa
“, ha commentato Tommasini, osservando che “per la sua
carriera storica, la sua straordinaria presenza scenica e il puro piacere che ha
regalato a milioni di persone Pavarotti se la meriterà veramente
“.