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LA TIGRE E L’ANGELO

Il Duello, all'ultimo acuto, Callas-Tebaldi Tutti i particolari in cronaca! di Gabriella Leopizzi

L’Opera Lirica,  nata in Italia agli inizi del 1600 come una delle espressioni del Teatro di Corte, era poi diventata popolarissima, soprattutto nell’800.. Ma nel secolo XVII è ancora proibito alle donne calcare le scene: i melomani, per ovviare, adottano un crudelissimo  sistema. Evirare i ragazzi più bravi delle Schole Cantorum  che così mantengono  la voce adolescenziale.. Sono le famosissime “Voci Bianche” o Sopranisti. Poi il palcoscenico viene aperto anche alle donne  e la barbara usanza dell’evirazione, abbandonata. Ma rimane a lungo, nel pubblico del tempo, il ricordo di quelle Voci tanto particolari;  e le donne devono studiare, e studiare, e studiare,  per imporsi, essere all’altezza.…
 
Tra il 700 e primi 800 impera, anche in musica, il Barocco. I Musicisti scrivono soprattutto per le voci (sopranisti e soprani), in grado di eseguire trilli e gorgheggi; vere acrobazie della voce!  Pensate alle varie “Scene della Pazzia” belliniane e donizettiane. Tanto per fare qualche esempio. Ma le stesse soprano che eseguono alla perfezione trilli e gorgheggi, sanno benissimo affrontare, con studio, studio e studio, anche le note medie e basse, là ove ve ne sia  bisogno! Sono i Soprani Drammatici di Agilità.
 
La Grande Svolta avviene con l’ultimo Rossini, seguito da Verdi e Wagner. L’Orchestra, arricchita di molti nuovi  elementi, produce  suoni più corposi, carnali… Spariscono le acrobazie vocali, a favore dei toni medio-bassi che rendono al meglio  la drammaticità di musica e librettii. Le cantanti si adeguano.. e si dividono in tre categorie. Soprani leggeri (quelli dalle note più alte), Soprani lirici (zona mediana), e Soprani Drammatici (voci scure, fin quasi ai mezzosoprani).  Abbastanza facile trovare soprani lirico-drammatici; impossibile, da metà 800 in poi, trovarne una  che sapesse sconfinare anche nel “leggero”..O viceversa.
 
Con la morte di Puccini finiscono gli ultimi fasti dell’Opera Lirica.…Si è disseccata la linfa dei Grandi Compositori ed il Teatro d’Opera comincia a vivere di rendita lasciandosi pian piano andare. Le gigionate dei cantanti, maschi e femmine,  imperano. .Anche i Direttori d’Orchestra fanno la loro parte, a tal proposito!Scenari e costumi (non c’erano ancora le sovvenzioni pubbliche!!),  sempre più vecchi e malandati perchè gli impresari tendono al risparmio… Gli stessi costumi si adattano alla bell’e meglio, e con molta approssimazione storica, a tutte le esigenze!..…Se le cose stanno così prima della guerra, immaginarsi  dopo, con la distruzione della Scala e di altri Teatri lirici, di magazzini ed atelier, nell’intera Europa!…
 
Ecco, in questa situazione  di decadenza totale, di tirare a campare, di fare il comodo proprio, che ha caratterizzato il teatro Lirico dagli anni 20 in poi del 900,  dopo la prima rivoluzione di Toscanini che impone (poco ascoltato), il Rispetto Assoluto di libretti e spartiti, a un certo punto arriva in Italia, dall’America, una certa Maria Callas, giovanissima, poverissima ma della quale già si comincia a parlare, nel mondo lirico. La ha chiamata il tenore Zenatello per cantare La Gioconda all’Arena di Verona…
 
Continua…