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Così fan tutte

Ente Luglio Musicale Trapanese Rappresentazione del 29.10.2006 Recensione di Gigi Scalici

W.A.Mozart
Così fan tutte
Libretto di Lorenzo da Ponte

Ente Luglio Musicale Trapanese
Rappresentazione del 29.10.2006

E’ ormai ottima consuetudine mettere in scena opere con i vincitori del concorso Giuseppe Di Stefano, con l’organizzazione del noto Ente Musicale ed i risultati sono sempre più che soddisfacenti, particolarmente in quest’opera giocosa, facente parte della trilogia del librettista italiano Lorenzo da Ponte, insieme a Nozze di Figaro e Don Giovanni.

Avevo avuto la possibilità di partecipare alla finale del suddetto concorso, tenutasi presso lo stesso teatro Tito Marrone dell’Università di Trapani e di apprezzare le promettenti qualità di tutti i cantanti che vi erano giunti.

In particolare in questa rappresentazione, oltre all’ottima direzione della partitura mozartiana, apparentemente semplice e non molto apprezzata sia da Beethoven che da Wagner, è emerso l’attento lavoro preparatorio di concertazione del Maestro Elio Boncompagni che è riuscito positivamente nell’intento di rappresentare un quadro d’insieme musicale, non solo tra i cantanti e l’orchestra, ma anche tra gli stessi personaggi da loro rappresentati, nel contesto generale dell’allestimento, di cui regia e scenografia sono stati curati con intelligente dinamicità e continuità degli eventi dal Maestro Michael Znaniecki.

Il regista ha sicuramente dato un’interpretazione piuttosto personale e moderna, ma nel rispetto della storia e del libretto, in cui tutti i personaggi si muovevano con assoluta sicurezza e simpatia e con qualche punta di comicità, soprattutto da parte dei due soldati burloni Guglielmo e Ferrando, rispettivamente interpretati dal Baritono Valdis Jansons e dal Tenore Leonardo Cortellazzi.
Il primo di bella voce scura baritonale e d’adeguata estensione, il secondo di registro lirico leggero, piuttosto uniforme e di sicura tenuta negli acuti.

Più nobili nel canto le sorelle Fiordiligi, del soprano greco Eleni Ioannidou e Dorabella del mezzosoprano orientale Un Mi Hwang che se la sono cavata con buona professionalità nelle arie loro dedicate.
Buona la serva Despina di Valentina Coladonato, soprano che oltre alle ottime e sicure qualità vocali ha mostrato stoffa di cantante-attrice buffa, tipica dell’opera giocosa mozartiana e rossiniana, oltre che di ottima trasformista nei ruoli richiesti dal libretto.
Nei duetti poi, nei terzetti e quando cantavano tutti insieme e con il ridotto coro, si riscontrava con evidenza l’ottima preparazione di questi giovani talenti.

Forse c’è stata qualche lacuna da parte del basso giapponese Tatsuhiko Kitagawa, che avremmo voluto con un timbro più da basso cantante e con maggior volume, ma è stato l’unico dei giovani nei difficili panni dell’anziano filosofo Don Alfonso, piuttosto distaccato da tutti gli altri. Del resto l’acustica della sala non ha contribuito ad una buona proiezione delle voci sino alle ultime file.

Nel complesso è stata un’opera rappresentata con completezza ed omogeneità da tutti i punti di vista, sia musicali, sia scenici, senza che alcuna voce solista prevaricasse le altre, cosa che avviene sempre più raramente e con esordienti che dovranno certamente migliorare la tecnica, ma che andranno molto avanti nella carriera.
Alcuni applausi a scena aperta per le arie soliste e piuttosto consistenti per tutti al termine dell’opera.

Gigi Scalici