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Antonio Guida intervista Carlo Bergonzi

Il più grande tenore verdiano del '900

I microfoni di Antonio Guida questo mese sono tutti per l’ormai ultra ottantenne Carlo Bergonzi, ovvero uno dei più grandi esponenti del 900 del panorama lirico italiano. Molto simpaticamente e con entusiasmo da far invidia ad un ventenne, nonno Carlo ci ha concesso l’intervista con tanti di saluti finali e consigli per le giovani leve del teatro lirico; ma ecco come si sono tradotte le vie di fatto:

1) LEI INIZIALMENTE FU IMPOSTATO COME BARITONO. COSA CANTO’ DA BARITONO?

In conservatorio fui impostato come baritono brillante e per tale cantai tutti i ruoli attinenti a questo tipo di vocalità dal 1947 al 1950.

Mi ricordo l’ultima recita che tenni da baritono, fu una Madama Butterfly che cantai a Livorno il 12 Ottobre del 1950 con Galliano Masini nella parte di Pinkerton e il primo soprano giapponese che venne in Italia a cantare il ruolo di Cio Cio San.

2) SECONDO CARLO BERGONZI, CHI E’ IL PIU’ GRANDE TENORE VERDIANO DI TUTTI I TEMPI?

Per me il più grande tenore verdiano e non solo di tutti i tempi è stato Aureliano Pertile. Non aveva una voce molto voluminosa, ma era di un bellissimo colore e sorretta da una tecnica eccelsa. Quando ero giovane, egli stesso mi insegnò i segreti della respirazione nel canto.

3) QUAL’E’ L’OPERA DI CARLO BERGONZI?

Non saprei dire perché adoro tutto il repertorio verdiano e verista. Sarebbe veramente difficile citarne una in particolare perché le amo tutte allo stesso modo.

4) QUAL’E’ IL TEATRO PREFERITO DI CARLO BERGONZI?

Io ho cantato in tutti i principali teatri del mondo, ma il teatro S. Carlo di Napoli, La Scala di Milano e il Metropolitan di New York sono i quelli che adoro di più in assoluto.

5) CARLO BERGONZI E L’OTELLO DI GIUSEPPE VERDI.

L’ho cantato una sola volta in formato concerto. In secondo momento il direttore Albert Von Karajan mi propose di metterlo in repertorio, ma gli innumerevoli contratti che avevo già firmato mi tenevano troppo impegnato per poter studiare la parte del moro di Venezia e così decisi di non eseguirlo in forma scenica.

6) COSA VUOL DIRE SVOLGERE LA PROFESSIONE DI ARTISTA LIRICO?

Vuol dire svolgere una vita di sacrifici, studio e rigore, ma allo stesso tempo vivere grandi emozioni e soddisfazioni. Non è da tutti svolgere questo tipo di attività. Anche chi ne ha attitudine, se non ha un carattere determinato difficilmente può restare a galla nell’opera lirica.

7) COSA SI PROVA PRIMA DI ENTRARE IN SCENA?

I primi minuti sono di assoluto panico. Da questo punto di vista credo che tutti gli artisti, anche se alcuni ne soffrono fortemente di questo tipo di emozione, in realtà sono inconsciamente attratti da tale sensazione. Io stesso fino alla mia ultima recita tremavo prima di entrare in scena.

8) SECONDO LEI COME SI DOMINA LA COSIDDETTA ANSIA DA PRESTAZIONE?

Be c’è chi ne soffre di più, come c’è chi ne soffre di meno, ma è difficile riuscire a dominarla perchè di per se è un’emozione generata dai propri sentimenti e dal modo di vivere questo ambiente.

Di certo però, da parte mia posso dire che una volta in scena mi accorgevo che la mia voce suonava bene, non avevo paura più di nulla.

9) QUALI SONO LE PAURE PIU’FREQUENTI DI UN ARTISTA LIRCO?

Sicuramente quella che possa venire meno la salute e chi fa il cantante lirico ne ha bisogno veramente di tantissima.

Anche a me durante la mia carriera e’ capitato di fare delle ottime recite quando ero in buona salute, come mi è capitato di fare delle recite non buone a causa appunto di cattive condizioni salutari.

10) QUALI SONO I PREGI E I DIFETTI PER CHI SVOLGE QUESTO LAVORO?

Be non puoi seguire la famiglia, i figli, gli amici. Se si svolge questo tipo di attività a livelli professionistici, si è costretti a girare di continuo da un teatro all’altro. Si è nomadi.

11) UN GIUDIZIO SULLE NUOVE LEVE DELLA LIRICA.

Ho molta ammirazione per il tenore Salvatore Licitra. Oltre ad essere un musicista fine ed intelligente, negli ultimi anni si sta dimostrando un ottimo interprete verdiano.

12) COSA INSEGNA CARLO BERGONZI AI SUOI ALLIEVI?

Sono due gli elementi che tendo a precisare molto agli allievi della mia accademia: sono La giusta respirazione e il giusto repertorio. Io credo che se un cantante riesce ben ad assimilare questi due concetti, ha buone prospettive di carriera.

13) COSA CANTA OGGI CARLO BERGONZI?

Ho 84 anni ma non mi spavento affatto della mia età. Ogni mattina faccio i vocalizzi e canto tranquillamente in accademia quando faccio lezione ai miei allievi. Annualmente inoltre tengo dei recital.

Antonio Guida