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Falstaff a Cagliari

Recensione di Lanfranco Visconti

Dopo la prima andata in scena con l’accompagnamento del pianoforte del bravissimo M° Gaetano Mastroiaco e con la presenza sul palcoscenico del cast e di un parte del Coro, a causa di uno sciopero proclamato dagli orchestrali, abbiamo, dopo qualche giorno, assistito a una replica del “Falstaff” di G. Verdi, secondo titolo in cartellone della stagione lirica e di balletto 2008 del Teatro Lirico di Cagliari.

Nella circostanza abbiamo seguito con particolare attenzione e grande interesse questo Falstaff, estremo capolavoro del cigno di Busseto, rappresentato in un nuovo allestimento del Lirico di Cagliari firmato da Daniele Abbado.
Dobbiamo subito dire che si è trattato di una gradevole edizione, per merito anche di Daniele Abbado - la cui regia intelligente, puntuale e funzionale - si è mossa quasi tutta dentro pochi metri quadri di una scena fissa; un grande cerchio di legno (a simboleggiare la smisurata pancia di Falstaff) colmo di botole o di piccole aperture che si aprivano in continuazione e da cui i vari personaggi dell’opera uscivano e entravano quasi come se giungessero da un seminterrato, mentre dall’alto del palcoscenico scendevano i sobri arredi di una scenografia (curata da Graziano Gregori) scarna ma al tempo stesso essenziale.
Un cerchio di legno che ha voluto, secondo le intenzioni del regiusta, rappresentare una sorta di sintesi di un universo che gira intorno alla pancia del protagonista che puntualmente stava sempre al centro della scena attorniato da tutti i vari personaggi maschili e femminili, i primi voluti dalla costumista (Carla Teti) un po clowneschi, i secondi con costumi lineari, bianchi e semplici, in netta contrapposizione con gli abiti strucidi e consumati dai tempi e dalle ingordigie, fatti indossare al protagonista Falstaff, un ottimo Michele Pertusi che ha interpretato un Sir John da manuale, giganteggiando sulla scena e mettendo in mostra una vocalità potente e allo stesso tempo morbida ed espressiva.

Pertusi è stato secondo noi il migliore del cast in quanto ha saputo restituire realisticamente all’arduo personaggio ciò che Verdi e il librettista A. Boito pretendevano musicalmente e teatralmente dall’interprete di questo ruolo.

Convincenti sia vocalmente che scenicamente sono state le prove del soprano Myrtò Papatanasiu, un Alice esuberante e gaia, del baritono Luca Salsi nel non facile ruolo di Ford, del tenore Celso Albelo nel ruolo di Fenton, del conterraneo e bravo tenore Gianluca Floris, apprezzabile nel ruolo di Dottor Cajus, del basso Francesco Palmieri, autorevole Pistola, del tenore Bruno Lazzaretti, corretto Bardolfo, del soprano Katarzyna Dondalska, lodevole Nannetta, dei mezzoisoprani Elena Zilio e Marina Comparato, impareggiabili nei rispettivi ruoli di Mrs. Quickly e di Mrs. Meg Page.

Nel complesso funzionale ed equilibrata la direzione del collaudato M° concertatore Gabriele Ferro, sul podio di una corretta orchestra del Lirico di Cagliari; ottimi gli interventi del Coro, istruito egregiamente dal M° Fulvio Fogliazza e pregevoli le luci ben dosate sul palcoscenico curate da Luigi Saccomandi.
Il pubblico numeroso alla recita che abbiamo seguito ha dimostrato di gradire appieno la rappresentazione e ha tributato al termine di ogni atto e alla fine dello spettacolo meritati applausi a tutti gli artisti. Da segnalare per la cronaca, che unanimi e ripetuti consensi sono stati attribuiti al basso Michele Pertusi, che ha avuto diiverse chiamate al proscenio.

Lodevoli sono state anche le prove dei componenti della seconda compagnia di canto scritturata che abbiamo avuto modo di ascoltare successivamente e che il pubblico ha potuto apprezzare per l’impegno e la professionalità dimostrata.
Riteniamo infatti doveroso segnalare le buone performances del basso Harry Peeters (Falstaff), del baritono Enrico Maria Marabelli (Ford), del tenore Daniele Zanfardino (Felton) e delle bravissime soprano Serena Farnocchia (Alice) e Rosanna Savoia (Nannetta).

Lanfranco Visconti
Cagliari, 7.06.08