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Da una casa di morti, al Teatro Massimo di Palermo

Ultimo lavoro teatrale di Leóš Janáček. Lo spettacolo è firmato dal regista David Pountney. Sul podio Gabriele Ferro.

Il Teatro Massimo prosegue la Stagione 2008 (16–22 ottobre) con uno dei più importanti e intensi lavori teatrali del Novecento: Da una casa di morti (Z mrtvého domu), ultima opera del compositore ceco Leóš Janáček (1854–1928). Il libretto – tre atti brevi per un totale di circa 100 minuti senza pause – fu compilato dallo stesso Janáček sulla base del romanzo di Fëdor Mikhailovič Dostoevskij Memorie da una casa di morti. Lo stesso tema era stato proposto da Illica a Puccini, che però aveva scartato l’idea per la complessità del racconto. Janáček, invece, non seguì una trama prestabilita, ma improvvisò, mettendo in musica passi del romanzo in uno sviluppo apparentemente casuale, creando un’opera ‘collettiva’, senza un personaggio principale, nella quale si susseguono e si accavallano in modo informale tante storie indipendenti. Dei quattro episodi salienti dell’opera, due riguardano l’autoritarismo e la violenza del potere politico e poliziesco, mentre i restanti due rievocano altrettanti omicidi a sfondo passionale. La prigione, la crudeltà, il crimine non sono per il compositore un pretesto per sentimenti di compassione o di compiacimento, ma piuttosto un momento di riflessione sul male, la colpa, l’espiazione. Il tema dell’opera potrebbe riassumersi nel motto che l’autore antepose alla partitura: “in ogni creatura una scintilla divina”.

16, 17, 18, 19, 21, 22 ottobre 2008
Leós Janácek
Z MRT VÉHO DOMU
(Da una casa di morti)
Opera in tre atti su libretto di Leós Janácek
dall’omonimo racconto di F. Dostoevskij

Direttore Gabriele Ferro
Regia David Pountney
Scene e costumi Maria Björnson
Lighting designer Chris Ellis
Collaboratrice alla regia Caroline Cleggs

Orchestra del Teatro Massimo
Prazský filharmonichý sbor
Maestro del Coro
Lukás Vasilek
Allestimento della Welsh National Opera

COMUNICATO STAMPA A CURA DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

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