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Il Trovatore e Nabucco a Catanzaro

Recensione a cura di Ubaldo della Croce

Ho presenziato come critico musicale romano alle performances realizzate nel mese di Agosto presso il Nuovo Anfiteatro Comunale di Soverato, a Catanzaro, delle due opere piu’ imponenti di Giuseppe Verdi per le masse corali impegnate e per le grandi voci richieste ai cantanti: Trovatore e Nabucco. Il Trovatore fa parte della cosiddetta Trilogia popolare che raggruppa tre opere di Verdi di grande successo tutte scritte nel 1851 (Traviata ,Rigoletto e Trovatore). Scritta su libretto di Salvatore Cammarano essa fu rappresentata in prima assoluta al Teatro Apollo il 19 gennaio 1853. Il Nabucco opera monumentale di G.Verdi, su libretto di Temistocle Solera, fece il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano il 9 marzo 1842. Tale opera è stata spesso letta come quella più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell’epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese che cantavano il triste coro del “Va pensiero”.Due opere di grande rilevanza storica e musicale. L’ottima impressione riportata delle perfette esecuzioni ascoltate dal vivo mi ha spinto a dedicare un articolo in omaggio al Maestro Giovanni Froio e al mezzosoprano Caterina Novak di cui sono un appassionato sostenitore da vari anni. Il Maestro Froio, fondatore del Centro Studi Musica Sud di Soverato, della Catanzaro Symphony Orchestra e della Italian Chamber Orchestra, compositore, docente di armonia e storico musicale ha egregiamente diretto tutte e due le opere con sapiente maestria. Egli è gia’ molto conosciuto in America,in Francia,in Romania ed in Grecia ed in Polonia per aver collaborato con le locali maggiori istituzioni per la realizzazione di grandi eventi musicali ed è stato recensito positivamente dalla stampa italiana ed estera piu’ accreditata. A lui va il merito di aver saputo trovare i tempi piu’ idonei a valorizzare una orchestra per quanto cospicua , priva delle nostre tradizioni .A seguire la bacchetta del maestro molto bravi i violini, meno i violoncelli, i corni e i contrabbassi. Con sapiente tocco ritmico il Maestro Froio ha guidato l’Orchestra Nazionale di Dniepopetrovsk, il coro e cantanti per circa tre ore di spettacolo all’aperto in un susseguirsi di eventi. Il cast dei solisti era formato da cantanti italiani e stranieri tra cui il soprano Natalia.Margrit, (Abigaille e Leonora), i tenori Giorgio Casciarri (Manrico) e Cristian .Balascescu (Ismaele) , i baritoni Alfio Grasso (Conte di Luna) e Antonio Zese (Nabucco). Alla manifestazione ha partecipato il celebre mezzosoprano Caterina Novak, ottima interprete gia’ contraddistintasi piu’ di una volta nei nostri teatri italiani che nei difficili panni di Azucena e di Fenena ha entusiasmato la platea che la ha lungamente applaudita. Caterina Novak è certamente una tra le maggiori interpreti verdiane dei nostri tempi. Voce armonica brunita e calda, di stampo italiano, riesce sempre con il suo fraseggio legato, morbido ed elegante a trascinare e coinvolgere la platea che la ha lungamente applaudita nelle arie “Stride la vampa”,“Condotta ell’era in ceppi” e “Oh,dischiuso è il firmamento”.Molto interessante la capacita’ dell’artista di rendere talmente propri i personaggi interpretati tanto da non distinguere piu’ tra finzione e realta’ fino al termine dello spettacolo creando atmosfere mozzafiato come nel suo addio a Manrico o tenere e sognanti come nel duetto “Ai nostri monti”.Ottime le scene ed i costumi. In complesso due opere ben riuscite, con un grande direttore e degni interpreti che avremmo piacere di riascoltare ancora anche nelle programmazioni delle prossime stagioni liriche della Provincia di Catanzaro.
UBALDO DELLA CROCE