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Machbeth a Pisa

Secondo titolo della Stagione Lirica, il capolavoro che segnò il primo di una serie di fruttuosi incontri di Verdi con l’opera di Shakespeare è in scena venerdì sera e domenica pomeriggio La regia è di Andrea De Rosa, ripresa da Andrea Cigni; sul podio il Maestro Giampaolo Bisanti. Nei ruoli protagonisti Dimitra Theodossiou e Vittorio Vitelli.

Era dal 1994, quando Macbeth aprì la Stagione Lirica di quell’anno e nel ruolo di Macduff segnò il debutto di Andrea Bocelli sulle scene operistiche, che questo capolavoro centrale nella produzione verdiana, primo di una serie di fruttuosi incontri di Verdi con l’opera di Shakespeare, mancava dalla scena pisana. Ora finalmente Macbeth approda di nuovo a Pisa, secondo titolo della Stagione, nell’allestimento coprodotto tra i Teatri del circuito Lirico Lombardo (Grande di Brescia, Sociale di Como, Ponchielli di Cremona, Fraschini di Pavia) e il Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento, il Teatro Sociale di Rovigo e il Teatro di Pisa: in scena al Teatro Verdi, dopo la recita promozionale per le scuole di giovedì pomeriggio, venerdì 5 e domenica 7 dicembre (venerdì in serale alle ore 20.30, domenica in pomeridiana alle ore 16).
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare, Macbeth debuttò al Teatro della Pergola di Firenze il 14 marzo 1847 e venne poi modificato per le scene del Théatre Lyrique di Parigi dove venne rappresentato il 21 aprile 1865 (e proprio la versione riformata per Parigi è quella in scena a Pisa).
La trama è nota: la storia infatti è incentrata sulla sanguinosa ascesa di Macbeth al trono, complice la moglie che, per sete di potere, lo istiga al regicidio, e sulla altrettanto sanguinosa caduta di entrambi, lei delirante e sonnambula uccisa dai propri incubi, lui trafitto sul campo di battaglia per mano di Macduff, rientrato in patria alla testa di un esercito deciso ad abbattere il tiranno. Il tutto preannunciato da profezie di streghe.
Fra le rare opere dell’Ottocento in cui non figuri un dramma d’amore ma problematiche psicologiche universali come il confronto dell’individuo con la propria coscienza e identità, la presenza del male nella natura umana e la lotta con esso, il rapporto dell’uomo con il potere, Macbeth fu il capolavoro innovativo - onirico e sublime, conciso e veemente, tutto giocato su dimensioni che riguardano la coscienza e la componente sovrannaturale - di un Verdi trentatreenne, che proprio qui venne definendo la propria statura drammaturgica.

Diversi i punti di forza di questo spettacolo, a partire dalla regia di Andrea De Rosa (ripresa a Pisa da Andrea Cigni), che individua il nocciolo del dramma nell’ineluttabile avverarsi dei desideri più nascosti ed inconfessabili dei due protagonisti e lo cala in una dimensione onirica, e dalla presenza sul podio del giovane direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti, bacchetta dalla folgorante carriera nazionale e internazionale (tra i suoi prossimi impegni spiccano fra gli altri quelli con l’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, la Monterey Symphony Orchestra di San Francisco, il Teatro Verdi di Trieste, I Teatri di Piacenza e Modena e l’Orchestra della Fondazione Toscanini, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Politeama di Lecce, il Teatro Carlo Felice di Genova e la Staatsoper di Vienna).
Scene e costumi sono di Alessandro Ciammarughi, l’artista di notevole eleganza che ha firmato alcuni fra i più prestigiosi allestimenti d’opera in Italia e all’estero, luci di Cesare Accetta, coreografie di Anna Redi.
Spiccano nei ruoli protagonisti Dimitra Theodossiou, il soprano greco annoverato fra le voci piú importanti del repertorio verdiano e belcantistico, interprete di gran temperamento, dalla voce piena ed estesa, capace di grandi escursioni di registro e di colori espressivi, e Vittorio Vitelli, il baritono ascolano che ha debuttato giovanissimo nella Lucia di Lammermoor per poi cantare, acclamato protagonista, in opere dell’impegnativo repertorio verdiano e non solo, tutte produzioni rilevanti nel panorama nazionale e internazionale.
Nel ruolo di Banco il basso Francesco Palmieri, in quello di Macduff il tenore Stefano Ferrari. Il soprano Maria Letizia Grosselli è la Dama, il tenore Cristiano Olivieri è Malcom, il basso Franco Federici interpreta i ruoli sia del Medico che del Sicario. Completano il cast Simone Marchesini (il Domestico) e, nel ruolo delle Apparizioni Ilaria Dacroce (del coro voci bianche “C. Eccher” di Cles) e Giuseppe Ostini.
Esegue le danze il Corpo di Ballo del Teatro Sociale di Trento formato dall’associazione culturale ArteDanza di Trento e da DanzaMania di Pergine.
Orchestra Filarmonia Veneta “G. F. Malipiero” di Rovigo, Coro del Teatro Sociale di Trento diretto dal M° Luigi Azzolini.
Biglietti al Botteghino del Teatro Verdi con prezzi che variano dai 44 ai 13 euro. Per informazioni tel 050 941 111

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