Euro: entrata in vigore e approssimazione

Attenzione alla conversione lira-euro dei propri stipendi. Scopriamo quali sono le norme e le approssimazioni leggittime da effettuare sulle nostre buste paghe.

Dal 1 Gennaio 2002 ci ritroveremo a fare i conti con la nuova moneta: l’EURO. In effetti da Gennaio avremo ancora la possibilità di utilizzare la nostra amata lire, ma tempo qualche mese, due, poi, non sarà più possibile e dovremo destreggiarci abilmente nelle nostre faccende utilizzando la nuova moneta.

Naturalmente, oltre al pratico utilizzo della moneta, dovremo fare i conti anche con gli aspetti teorici poiché tale evento avrà i dovuti riflessi su molteplici questioni ed in particolare anche sulla contrattazione del lavoro.

Già in questi mesi in cui l’euro non è ancora in vigore, molte aziende dovranno considerare alcuni aspetti della gestione amministrativa del personale e sui diritti del lavoratore;

aspetti riguardanti:

lettere di impegno di assunzione;

lettere di variazioni retributive;

accordi economici collettivi e di risoluzione del rapporto lavorativo che avranno efficacia successiva al 31 Dicembre c.a.;

ed altro ancora.

Per tutte queste formule contrattuali, cioè in tutte le situazioni dove debbono essere risolti i rapporti economici tra le parti, si dovranno fare i conti con l’euro (nel vero senso della parola). I contratti stipulati, riporteranno la retribuzione concordata in euro o nella doppia valuta.

Il problema che si pone è naturalmente quello relativo alla conversione. Si pone la questione se indicare la cifra con due o cinque cifre decimali. Le norme prevedono che l’esposizione corretta sarebbe quella di indicare la somma con cinque cifre decimali quando si tratta di valori intermedi.

Purtuttavia essendo l’approssimazione in questione irrisoria, quando si tratta di retribuzioni mensili, si opterà per le due cifre, essendo già da adesso espresso il mensile in migliaia di lire.

Diversamente invece, si ha per la retribuzione che tiene conto delle ore lavorative. In questo caso infatti, dovranno essere utilizzate le cinque cifre decimali, poiché l’approssimazione riguardado un numero elevato di ore potrebbe anche essere abbastanza considerevole.

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