Cos'è il lavoro interinale?

La legge 196/97 ha aperto il mercato del lavoro italiano all’interinale. Più di 60.000 mila posti sono nati grazie a questa nuova formula di lavoro e se ne prevedono tanti altri.

Il termine interinale come molti sanno significa “provvisorio”, “temporaneo”.

Cosa s’intende, allora, per lavoro temporaneo o interinale?

Per lavoro temporaneo, si intende un particolare tipo di lavoro, introdotto in Italia dalla legge 196 del 1997, dove un lavoratore fornisce la propria prestazione ad una azienda che ha necessità di integrare il proprio organico, o di sostituire un proprio dipendente, in un arco di tempo prestabilito.

Le aziende che hanno bisogno di personale, stipulano un contratto di fornitura di manodopera con delle agenzie specializzate nel settore. Il lavoratore, quindi, è considerato dipendente delle agenzie fornitrici, anche se praticamente presta il suo lavoro presso altre aziende in un periodo di tempo limitato. La durata del contratto stipulato dipende dalle esigenze della azienda.

Questo tipo di lavoro è stato introdotto in Italia, come abbiamo detto prima, con la legge 196, la quale ha abrogato il divieto di interposizione di manodopera che vigeva in Italia dal lontano 1949.

Molti di voi penseranno che non vale la pena presentare un curriculum ad una azienda, con la speranza di essere assunti per poi ritrovarsi dopo pochi mesi nuovamente senza una occupazione.

Questa potrà anche essere una giusta osservazione, ma i fatti dimostrano che questo lavoro “atipico” negli ultimi anni ha prodotto circa 60.000 nuovi posti di lavoro. Inoltre non è da sottovalutare il fatto che, il lavoratore assunto a tempo determinato ha tutti i diritti degli altri dipendenti dell’azienda, nonché la stessa retribuzione dei dipendenti di pari livello ( per le specifiche si rimanda allo stralcio della legge nell’articolo seguente).

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