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L'Associazione dei Malfattori a Bologna

Nell'ottocento bolognesi diedero vita ad un'organizzazione criminale paramafiosa

Nel diciannovesimo secolo a Bologna la vita grama di tanti uomini senza occupazione stabile, il ritmo della criminalità strettamente correlato al ritmo della fame, costituiscono l’humus da cui parte una criminalità feroce che invade le strade e le piazze e determina soprattutto furti e omicidi, compiuti in particolare da una temibile associazione a delinquere.
A metà del secolo si verificavano le imprese dell’Associazione dei Malfattori che imperversava sino a quando negli anni sessanta veniva definitivamente sgominata. Rapidamente riusciva a ramificarsi anche in territori limitrofi, come, ad esempio, nella zona di Parma.
L’Associazione dei Malfattori era una vera e propria organizzazione mafiosa, capace di intimidire testimoni e taglieggiati e d’infiltrarsi all’interno della macchina istituzionale, con una ferrea divisione del territorio, gestito in ogni zona, da un boss diverso.
I capi d’accusa contro i Malfattori andavano da un furto alla Zecca all’attentato contro il questore Pinna, da una rapina all’ufficio merci della stazione da dove, in più di dieci, travestiti da carabinieri, portavano via 85.000 lire all’omicidio di due funzionari di polizia, Grasselli e Fumagalli.
In quegli anni si viveva a Bologna una situazione molto precaria in relazione all’ordine pubblico, paragonabile, con le dovute proporzioni, a quella della fine del secondo millennio. Non casualmente i giornali bolognesi sostenevano che la polizia era carente dei mezzi necessari per far terminare “questa vergognosissima piaga che discredita orribilmente Bologna e potrebbe recarle immenso danno, perchè il forestiere non frequenta la città… E’ vergogna! Che in una delle principali città d’Italia, sotto un governo di libertà e progresso, il cittadino non possa passeggiare sicuro per le vie, nè ridursi tranquillo la sera al domestico tetto. E’ vergogna, che gli assassini con un ardire straordinario assaltino di giorno e di notte, spoglino, feriscano e uccidano e nelle case e nelle piazze e nei vicoli ed alla vicinanza degli stessi corpi di guardia.”