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Il concetto dell'onore

Il concetto dell'onore a livello legislativo, per il cittadino comune e per il criminale

Il giurista Pessina sosteneva che il concetto dell’onore si è sviluppato in epoca moderna, perchè nelle antiche società l’uomo carico d’onore era tale per volere degli dei o dello stato.
I delitti contro la dignità del cittadino, come li definiva Gaetano Filangieri, erano considerati l’ingiuria, la diffamazione, la bestemmia.
Il concetto dell’onore, nel senso più elevato del termine, è uno dei pensieri più densi di significato per ogni cittadino. Sta ad indicare, per esempio, rispetto dei propri impegni, correttezza personale e professionale, non violare le leggi dello stato, rimanere trasparente e quant’altro.
Lo stesso concetto dell’onore per un mafioso siciliano, campano, calabrese, pugliese va inteso nel senso di capacità di farsi portare rispetto, nel senso che l’uomo d’onore non si piega davanti a chicchessia “nun s’havi a scantari i nautru”, non deve temere nessuno, non può mai avere un comportamento vile, nel senso che l’uomo d’onore persino se ferito non rivela il nome del mafioso che lo ha assalito. L’uomo d’onore si può sinanco uccidere, ma non si può offendere o schiaffeggiare, l’uomo d’onore è “omu”, è virilità, è forza, è autorevolezza. L’uomo d’onore non può subire atti o parole che intacchino la sua personalità, la sua sensibilità. Marcella Marmo, parlando della presenza camorristica nell’Ottocento, faceva riferimento all’onore “non tanto in contiguità con l’onore plebeo, quanto ad imitazione dell’onore aristocratico”. Naturalmente anche a livello legislativo la questione è stata sempre dibattuta. Nel progetto Zanardelli del 1887, per esempio, si sosteneva che nei delitti contro l’onore deve esistere l’”animus injurandi” rafforzato dalla divulgazione. Già in precedenza Cesare Beccaria sosteneva che le ingiurie capaci d’intaccare l’onorabilità di un individuo andavano punite.
Infine - si legge in un dispositivo di sentenza segnalato da “Il foro italiano” - con l’espressione di uomo d’onore “non si indica, secondo lo stretto valore semantico, l’attribuzione di una qualità, di un modo d’essere, ma si presuppone un’antecedente condotta, caratterizzata da un accordo di volontà, tendente all’instaurazione del vincolo associativo finalizzato all’illecito scopo comune. L’associazione trae la sua ragione di esistenza, la sua forza, proprio dalla piena e totale disponibilità dell’uomo d’onore”.