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Jack Petrosino e la mafia italo-americana

Petrosino, grande poliziotto americano, in Italia per un'operazione congiunta di polizia, ucciso dalla mafia siciliana

Già dall’Ottocento numerosissimi italiani emigrarono in America. Fra tantissime persone perbene, ancorchè modeste economicamente, non pochi furono i mafiosi siciliani che s’insediarono negli Stati Uniti.
Contro questi delinquenti, contro la mafia italo-americana, combattè, fra gli altri, Jack Petrosino, eccellente investigatore.
Nel primo decennio del Novecento, le autorità americane lo inviarono in Sicilia per porre un freno al pericoloso fenomeno. Petrosino doveva essere coadiuvato dalle forze di polizia italiane, ma quando si capì che faceva sul serio, che voleva arrivare sino in fondo, gradualmente venne lasciato pressocchè solo. Petrosino lo comprese, ma continuò fino alla morte. Esattamente ciò che accadrà anni dopo al generale dei carabinieri Dalla Chiesa ed a Giovanni Falcone, che vennero uccisi nel periodo del loro massimo isolamento, isolamento come prodromo degli omicidi, isolamento di cui tutti e tre furono tragicamente consapevoli.
Petrosino materialmente venne ucciso da un certo Di Cristina. Quando un tale Pipitone, alcuni anni dopo, uccise Di Cristina, la mafia, per riconoscenza, uccise dodici componenti della famiglia Pipitone. Implicato nell’uccisione il primo vero capo mafia siciliano, don Vito Cascio Ferro. Quando Joseph Petrosino, tenente commissario della sezione italiana della polizia di New York, venne volontario per operare indagini sulla mafia siciliana, per coordinare le attività della polizia italiana e di quella statunitense, “per frenare l’emigrazione di pregiudicati”, Cascio Ferro, considerò la cosa come un vulnus, come una sfida personale e cercò di punirlo. Don Vito, come ricorda Michele Pantaleone, si vanterà di aver fatto eliminare Petrosino.
Il 12 marzo 1909, mentre Petrosino rientrava all’hotel de France dove alloggiava sotto il falso nome di Guglielmo De Simone, venne ucciso.
Su questa vicenda la Rai trasmise un celebre sceneggiato in quattro puntate, in cui si documentava la vicenda di Jack Petrosino e la sua lotta contro la “mano nera”. Fred Bongusto in una sua canzone ha cantato: “quello che fate/ brutte facce ‘e Broccolino/ è cominciato nu repulisti fino/ Joe Petrosino vi facci trimari”.