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Frugando la "cascia": ladri e saccheggiatori

La casa e la "roba" nel mondo contadino italiano ottocentesco

Nell’Ottocento italiano la casa, tenacemente legata alla terra, ricopriva un ruolo particolare, perché il mondo contadino ha sempre mostrato una sorta di attaccamento-possesso, che a volte si è manifestato in forme anche violente. In isolati casolari di campagna il rischio di essere derubati della propria roba era alto, per cui si adoperava un coraggio quasi disperato, perché la roba era la vita.
Un oggetto massimamente ricercato dai ladri era la cassa. Si tratta della tradizionale “cascia” meridionale, normalmente a base rettangolare, in genere di legno ed a forma di parallelepipedo, mobile tipico sin dal medioevo, con dentro il corredo e gli indumenti e con sotto il danaro e gli oggetti preziosi. La cassa dei salariati agricoli non era un mobile di lusso, ma racchiudeva pressoché interamente la sostanza patrimoniale di tante modeste famiglie. Del resto non era certo difficile rubare in una casa o in pagliaio, quando i proprietari erano al lavoro nei campi. Logica conseguenza della gran messe di furti e di saccheggi, l’enorme quantità di ricettazioni.