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L'organizzazione stiddara

L'ubicazione geografica della stidda, le sue componenti, le attività e gli incontri-scontri con la mafia siciliana

La stidda, la stella, è un’organizzazione delinquenziale ramificata in Sicilia, con particolare riferimento all’agrigentino, al catanese e al siracusano, che potrei definire la quinta mafia italiana. E’ costituita da criminali che non sono mai appartenuti alla mafia siciliana e da fuoriusciti di Cosa Nostra, come alcuni che si posero in contrasto con Totò Riina ( e si pensi che persino Michele Greco era “incapace di resistere alle sopraffazioni di Riina”). La stidda ha forse poco meno di un ventennio di vita, ed il primo a parlare della sua esistenza fu il pentito Marino Mannoia alla fine degli anni ottanta. Stiddari agrigentini avrebbero partecipato all’uccisione del cosiddetto giudice “ragazzino”, di Rosario Livatino, una delle figure più belle del nostro paese, trucidato il 21 settembre 1990. La stidda è entrata spesso in competizione violenta con la mafia siciliana, per il controllo del territorio, come nel caso della cosca di Favara. Ha ramificazioni anche in altre parti d’Italia, come per esempio, in Lombardia, dove ha attuato un consistente traffico d’armi, grazie ad un gruppo stiddaro di Gela, che è un pò considerata la capitale della stidda, forte pure a Riesi e a Favara. In queste zone, e nel territorio catanese, Cosa Nostra ha dovuto trovare un punto di equilibrio con la stidda, a cui è “inevitabile concedere un certo spazio in relazione al prestigio ed alle forze in campo” (Il foro italiano).