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Le origini della SCU

Dalla "Nuova grande camorra pugliese" alla "Sacra Corona Unita"

La Sacra Corona Unita, radicata in Puglia, viene normalmente definita la quarta mafia, perché è sorta solo da circa un ventennio rispetto alle antiche radici delle mafie siciliane, calabresi e campane.
In origine era stato proprio Raffaele Cutolo ad operare anche in Puglia (data l’importanza dei porti locali) e a chiedere la collaborazione di delinquenti indigeni. Tant’è che, dietro sua indicazione, alla fine degli anni settanta, veniva creata la “Nuova grande camorra pugliese”, la cui struttura rispecchiava quella della camorra partenopea ed ad essa, sostanzialmente, doveva far riferimento, anche dal punto di vista degli utili. Ma questo intreccio finì rapidamente, già dal 1982, con la sconfitta di Cutolo ed allora la malavita pugliese strinse rapporti di collaborazione con la ‘ndrangheta (che non imponeva il pagamento di quote di danaro), cominciando così ad essere davvero autonoma, sotto la guida del suo primo vero capo, Giuseppe Rogoli. Fu quest’ultimo a fondare la “Sacra Corona Unita” nelle carceri baresi nel 1984, cercando di fondere la specificità pugliese con pratiche d’iniziazione ‘ndranghetista.
Le attività cominciarono a toccare l’ambito della droga, delle truffe comunitarie (olio, vino), delle false fatturazioni, delle estorsioni, delle armi.
Attualmente molto consistenti risultano i rapporti fra esponenti della S.C.U. e delinquenti albanesi, rumeni, slavi e russi.