La mentalità di 'ndranghetisti con i figli

Usi e costumi della 'ndrangheta con membri della propria famiglia

In relazione ai figli le vecchie come le nuove generazioni di ‘ndranghetisti conservano l’idea di far entrare nell’organizzazione i propri figli maschi, chiamati “primo fiore”. Già appena nati, come ricorda il pentito Antonio Zagari, certi padri, davanti a familiari e consoci, ponevano vicino alle mani del bimbo un coltello o una grande chiave d’epoca. Se il neonato toccava il coltello sarebbe diventato uno ‘ndranghetista, se toccava per prima la chiave sarebbe divenuto uno “sbirro”: in realtà la chiave veniva collocata un pò distante in modo da non poter essere toccata. Pure le donne nella società ‘ndranghetista riescono, a volte, a svolgere funzioni di primo piano e vengono dette “sorelle d’omertà”. Anche l’Eurispes ha predisposto un sito (www.eurispes.com, cfr. link categoria ‘ndrangheta) intitolato “‘Ndrangheta: dalla tradizione mafiosa alla nuova evoluzione criminale”, al cui interno vi è un paragrafo specifico denominato “Riti e regole della ‘ndrangheta”, nel quale si sviluppano codici ed aspetti relativi all’incardinamento dei figli nella mafia calabrese.

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