Questo sito contribuisce alla audience di

L'Associazione dei Malfattori a Parma

A Parma e provincia, agli inizi della seconda metà dell'Ottocento, imperversava una pericolosa Associazione di Malfattori nei cui confronti lo stato agirà con estrema decisione

Tra il 1858 e il 1863 la provincia di Parma era infestata dalle azioni criminali di un’Associazione di Malfattori (cfr. il codice penale sardo del 1859, artt. 426 e 427). L’Associazione comprendeva oltre settanta soggetti, in larga parte di estrazione contadina, originari di Parma, Mantova e Cremona. L’organizzazione era retta da capi che preparavano i delitti con razionalità ed efficacia, pianificando ogni dettaglio. I reati erano messi a segno soprattutto di notte, con rapidità e ferocia, e riguardavano in particolare mugnai, contadini, proprietari, commercianti e preti. Le istituzioni giudiziarie ne verranno a capo nel 1866, arrivando a sanzionare, in tre casi, la condanna a morte. Questi eventi vengono ora esaminati da uno studioso, Marco Adorni, che sta valutando anche le dichiarazioni dei cosiddetti “rivelatori”, antesignani dei moderni “pentiti”, dai cui racconti si son evinte le notizie più significative.