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Antonio Gramsci dal carcere alla mamma

Nelle ben note "Lettere dal carcere", Gramsci dà il meglio di sè nelle comunicazioni con i suoi familiari

Antonio Gramsci, studioso di razza ed uomo politico di primo piano, dirigente del partito comunista, veniva imprigionato nel periodo fascista. I suoi scritti sono di carattere politico, culturale, filosofico, ma anche di carattere personale e familiare, come quando comunicava alla madre le caratteristiche del suo imprigionamento, raggiungendo punte di grande intensità: “Cara mamma, vorrei che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi in questa situazione. Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni… Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così dura e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini”.