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I "segni" della mafia

I simboli sono stati da sempre utilizzati dalla mafia siciliana per "parlare" con i diretti interessati

I segni, i simboli sono dei codici molto importanti usati in mille aspetti della vita e della società. Sono utilizzati per i fini più nobili e sofisticati e per quelli più brutali, come nel caso della mafia siciliana. Sia nell’Ottocento che nel Novecento la mafia siciliana metteva in essere dei precisi “segni”, che avevano un chiaro significato verso le vittime e rappresentavano un minaccioso monito verso la popolazione tutta. Spesso veniva fatto rinvenire il cadavere di un avversario della mafia o un mafioso che aveva “sbagliato”, con dei determinati segni esteriori, in modo che tutti sapessero il perché di quella uccisione e si guardassero bene dal compiere certe azioni. Fra i tanti segnali attuati sul cadavere di un uomo vi era una mano tagliata: voleva dire che il morto aveva rubato, sapendo che non poteva rubare in quella zona o a quell’individuo protetto dalla mafia; gli occhi cavati e chiusi in un pugno significava che il morto aveva ucciso un uomo legato alla mafia; una pala di ficodindia sul petto significava che il morto si era impossessato di denaro che non gli pertineva. Ancora, un fazzoletto o un sasso in bocca significavano che quell’uomo avrebbe dovuto tacere; gli organi genitali intorno al collo significava che aveva molestato donne di mafiosi arrestati. Invece la lettera di scrocco, il petrolio sulla frutta, gli animali sgarrettati erano alcuni pressanti inviti a pagare il pizzo. La testa di un animale nei pressi dell’abitazione, un cuore di metallo bucherellato, una bara vuota, un uccello morto erano invece avvertimenti di una “promessa” di morte.