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La "vergine" di Malaparte

Nel libro "La pelle" di Curzio Malaparte, ambientato nella Napoli occupata dai militari americani e non solo, durante la seconda guerra mondiale, vi è la descrizione di una ragazza che "vende" la sua dichiarata verginità

La scena, raccontata dallo scrittore Malaparte, si svolge in classico antico interno napoletano del periodo bellico. Lunga la fila dei visitatori, che per entrare e vedere le fattezze di una giovane “vergine” pagano un dollaro. “La ragazza gettò la sigaretta per terra, afferrò con la punta delle dita i lembi della sottana, e lentamente li sollevò: prima apparvero i ginocchi, stretti dolcemente nella guaina di seta delle calze, poi la pelle nuda delle coscie, poi l’ombra del pube. Rimase un istante in quell’atto, triste Veronica, col viso severo, la bocca sprezzantemente socchiusa. Poi, lentamente rovesciandosi sulla schiena, si distese sul letto e aprì adagio adagio le gambe. Come fa l’orrenda aragosta in amore, quando apre lentamente la tenaglia delle branche guardando fisso il maschio con i piccoli occhi rotondi, neri e lucenti, e sta immota e minacciosa, così fece la ragazza aprendo lentamente la rosea e nera tenaglia delle carni, e rimase così, guardando fisso gli spettatori. Un profondo silenzio regnava nella stanza”.