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Reati durante l'occupazione alleata

Crimini commessi in Italia durante l'occupazione alleata, nel corso della seconda guerra mondiale, in base ad incartamenti dell'Arma dei Carabinieri

Durante il secondo conflitto mondiale si verificò l’occupazione dell’Italia centro-meridionale da parte degli Alleati, soldati americani in primis. Per ciò che riguarda i reati compiuti in quel territorio, in quel torno di tempo, si registrò un incremento dei delitti contro il patrimonio, delle rapine e dei furti consumati da soli o congiuntamente. I carabinieri, malgrado le difficilissime condizioni, diedero un forte impulso alle indagini di polizia giudiziaria, giacché solo dall’8 settembre 1943 al 31 dicembre 1944 dovettero far fronte ad oltre 3.200 omicidi e a quasi 15.000 lesioni personali volontarie. Assai rilevante anche il numero delle traduzioni eseguite dai carabinieri, nell’ordine di duecentomila unità, dato comprendente sia i disertori che i detenuti tradotti per conto degli Alleati.