Questo sito contribuisce alla audience di

I cento passi di Peppino Impastato

Una giuria di ragazzi di vari istituti superiori italiani ha conferito al film di Giordana "I cento passi", il Leoncino d'oro. E' la tragica storia di un giovane ucciso dalla mafia

Il regista Marco Tullio Giordana, nel suo ultimo film, “I cento passi”, ha raccontato da par suo la storia di un giovane siciliano di Cinisi, Peppino Impastato che si ribella contro la mafia e contro la sua famiglia (per approfondimenti cfr. www.cinematografo.it). Intanto il giovane, sin dal ‘68, si scontra con la mentalità del padre, un padre che non capisce e che forse non può capire, al contrario della madre che in segreto lo aiuterà, e poi si scontra con gli antichi rituali mafiosi del suo paese. Fonda una piccola radio locale “Radio aut”, che fa saltare in aria l’omertà paesana e tenta di ridicolizzare i boss mafiosi ed i loro comportamenti. Così il capomafia Tano Badalamenti diventa Tano seduto e Cinisi Mafiopoli. E tutto nel raggio di cento passi, quest’era la distanza fra la casa di Peppino e la casa di Tano. E’ una storia raccontata senza retorica, una storia semplice ma eroica, una storia nervosa e vibrante, una storia d’impegno civile che ha il suo acme nel 1977, quando Impastato decide di presentarsi alle elezioni e viene fatto saltare in aria con sei chili di tritolo. I carabinieri fuorviati, prima propendono per un incidente sul lavoro, poi decretano il suicidio: il processo non è ancora stato celebrato. Il regista sostiene che “non è un film sulla mafia, ma un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell’illusione di cambiarlo”.