I trenta maggiori latitanti italiani

Alcune caratteristiche di coloro che sono ritenuti fra i latitanti più pericolosi dal Ministero dell'Interno

Nel sito del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Programma Speciale di Ricerca, vi sono le schede, con fotografie, dei trenta maggiori latitanti italiani, in base alle valutazioni delle forze dell’ordine. Dai dati anagrafici emerge che si va da alcuni più maturi, da quattro elementi nati negli anni trenta, ultrasessantenni, sino a un ventottenne. Ben undici sono siciliani, mentre un altro terzo è rappresentato da calabresi, che detengono la particolarità che addirittura ben sette sono nativi di Reggio Calabria o della sua provincia. Sei sono campani e un sardo, ma “di peso”. E’ estremamente significativo che, fra questi trenta, non vi è nessuno nativo del nord o del centro Italia e solo una donna, campana, mentre di un latitante non vi è nemmeno una fotografia disponibile, un calabrese davvero previdente. Per la maggioranza dei latitanti sono state diramate le ricerche in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali. Fra i trenta spicca la figura di Bernardo Provenzano, ricercato da tanti anni, il più anziano fra i latitanti, settantasettenne, temutissimo capo della mafia siciliana, di cui si ha solo una foto giovanile (cfr. link specifici). Altro latitante di rilievo è Augusto Nuvoletta, uno dei capi della camorra, ricercato per omicidio e per associazione di tipo mafioso.

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