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Il giorno della civetta

Il giorno della civetta è uno dei film più rappresentativi degli anni sessanta, e non solo, sui modi di essere della mafia siciliana

Nel 1968 il regista Damiano Damiani dirige il film “Il giorno della civetta”, tratto da un celebre romanzo di Leonardo Sciascia (cfr. l’intervento su di lui). Fra gli attori si registrano le superbe interpretazioni di Claudia Cardinale, Serge Reggiani e Franco Nero, nel ruolo di un capitano dei carabinieri che, sin dal primo giorno del suo nuovo incarico, cerca davvero di giungere alla soluzione dei casi giudiziari più rilevanti. Si deve confrontare così con la mentalità di una parte della popolazione, resa vischiosa e complice da tanti anni di dominio dello “stato” della mafia, contro uno stato, quello italiano, troppo spesso, solo formalmente presente. Il capitano dell’Arma arriva ai mandanti, individua i capi mafiosi, che provano nei suoi confronti persino stima, giacché ne vedono la dirittura morale e la volontà di servire, sino alle estreme conseguenze, le istituzioni italiane. D’altra parte la mafia che distingue fra uomini, mezzi uomini, omminicchi e quaquaraqua, lo considera un uomo degno di rispetto e gongola solo quando, “finalmente”, il capitano viene trasferito in un’altra città. Ai mafiosi che scrutano da un balcone, con un binocolo, il nuovo ufficiale dei carabinieri, all’apparenza pacioso e con figli a carico, appare come una brava persona, un buon padre di famiglia, adatto alla perpetuazione degli antichi affari della mafia.