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Denominazioni e simbologie della triade cinese

Ruoli di responsabilità all'interno della triade: nomi e numeri

La triade si riunisce in un tempio denominato la “Città dei salici”, in quanto il salice è considerato il simbolo dell’immortalità. Al vertice della triade cinese vi è lo Shan Chu, che è il capo, la testa del dragone, il fratello maggiore. Ad ogni ruolo all’interno della triade corrisponde un numero e quello dello Shan Chu è il 489. E’ un’usanza che si registra anche nelle ritualità di associazioni o istituzioni lecite. Il vicecapo è detto Fu Shan Chu, che è, di norma, anche il maestro incensiere ed ha il numero 438. Viene denominato pure “Doppio fiore”. Mentre il tesoriere è lo Char So, il rango intermedio è rappresentato dal Bak Tse Sin, simboleggiato dal “ventaglio di carta bianca”. L’uomo di forza, a cui devono rispondere i gruppi di fuoco, è l’Hung Kwan, il “palo rosso”, l’uomo che coordina le azioni violente, contraddistinto dal numero 12, 4+2+6. Quelli che sono i “soldati”, alla stessa stregua dei soldati della mafia, sono i Sey Kow Jai, col numero 49, mentre quando un appartenente alla triade è latitante, numero 91, allora si dice che calza un “sandalo di paglia”, con richiami ai monaci che, secondo la leggenda, avrebbero fondato la triade. Si vedano i contributi di Antonio Nicaso e le sue inchieste sulla criminalità cinese predisposte dal Corriere Canadese. Non va dimenticato che sia in Canada che negli Stati Uniti, oltre alle triadi, hanno un peso notevole, nell’ambito della criminalità organizzata cinese, i Big Circle Boys, che avevano avuto origine nel periodo maoista, ad opera di guardie rosse che avevano deviato dai compiti originari. Gruppi di persone provenienti dalla Cambogia, dal Laos, dalla Corea vengono utilizzate come massa di manovra dalle triadi e dai Big Circle Boys, mentre elementi vietnamiti svolgono il ruolo di esattori, paragonabile a certi picciotti della realtà italiana.