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La setta dei Vendicosi

Pericolosa setta di delinquenti e malfattori di cui sono state individuate le origini, sin dal dodicesimo secolo, nel frosinate e in Sicilia

Anticamente esisteva una setta di criminali denominata dei “Vendicosi”, dei vendicatori. Una setta che è sorta e risorta in diversi luoghi e in diversi periodi, ma sempre destando preoccupazioni forti nella pubblica opinione per i terribili reati che compiva. I Vendicosi definiti “empia e capricciosa gente”, già risultavano presenti in certe zone della Sicilia, nel dodicesimo secolo, e “sotto il pretesto di vendicare le altrui offese, commettevano ogni sorta d’iniquità”. Il re normanno Guglielmo II, ricorda il prof. Flaviano Scorticati, riusciva a far sgominare la setta e “il loro capo finì sulla forca e i suoi seguaci furono marchiati a fuoco, mentre un sacerdote loro complice fu sospeso a divinis dal vescovo”. Anche qui non manca un sacerdote, come poi avverrà nell’ambito della setta dei “Beati Paoli” e nell’alveo delle cosche camorristiche. Intorno al 1186 la setta si diffondeva anche nel frosinate, a Pontecorvo, durante la dominazione cassinese. Non casualmente il capo della setta, tal Adinulfo, era proprio originario di Pontecorvo. Della setta dei Vendicosi, fra gli altri, nei suoi testi, se ne è occupato anche Giuseppe Alessi. Come si vede, non mancano più o meno illustri predecessori degli attuali mafiosi. Alla ricerca degli antichi fiori del male.