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Il concetto di omertà

Uno dei perni concettuali dell'"uomo d'onore" è costituito dal termine omertà e dalle regole che ne derivano

Il termine “omertà” ha numerose possibili derivazioni, fra cui dallo spagnolo “hombredad”, virilità, dal siciliano “omu”, uomo e soprattutto dal napoletano “umertà”, umiltà, intesa nel senso del rispetto delle regole della camorra, appunto la cosiddetta “Società dell’umiltà”. In diverse lingue manca il termine omertà, se non calcolato per perifrasi, a testimonianza dell’assenza di certe radici criminali da cui origina il concetto. Nella consuetudine malavitosa l’omertà, come egregiamente ricorda il prof. Vincenzo Mauro, consiste nel rigoroso rispetto della legge del silenzio, nella complice e totale solidarietà che si determina fra i criminali, nel tenere segreti i nomi di autori di eventi delinquenziali. Il ricorso alle istituzioni per un malavitoso, in quell’ottica, equivale ad una manifestazione di debolezza e rappresenta un tabù che non va violato, pena una condanna a morte o il ghetto dell’infamità e della solitudine. Per questi motivi l’omertà è uno dei gangli centrali del codice d’onore delle varie mafie, tant’è che un uomo considerato slegato dalle norme dell’omertà, è, per i mafiosi, e non solo, un povero derelitto, quasi peggio di un morto.

Commenti dei lettori

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  • gigi

    27 Nov 2008 - 02:15 - #1
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    e troppo facile combattere per un ideale giusto o sbagliato che sia . non sono io giudice per giudicare…anzi.e dopo tirare in ballo altre persone solo per salvarsi dal giudizio terreno.