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Il tondolo

Nell'antica legislazione bolognese era compresa, fra le torture da infliggere, anche quella del tondolo o del tirello

La legislazione bolognese dei tempi medievali prevedeva, fra gli altri strumenti di tortura, il tondolo o tirello, peraltro utilizzato anche in altre realtà. L’accusato, come ricorda la dottoressa Maria Venticelli, con le mani legate dietro la schiena, veniva sollevato ripetutamente in aria, attraverso un complesso gioco di carrucole. Diversi erano i livelli di tortura che potevano essere inflitti attraverso il tondolo. Si passava dalla “terrizione reale”, che più che altro era una sorta di supplizio psicologico consistente nel mostrare gli strumenti e ciò che stava per materializzarsi, alla tortura vera e propria, che poteva essere aggravata da pesi di vario genere ai piedi dell’imputato. Quest’ultimo in talune occasioni veniva catapultato di schianto fin quasi a terra e gli venivano dati diversi tratti di corda, sistemi di tortura talmente incisivi che inducevano molto spesso l’accusato a non negare più la propria colpevolezza vera o presunta.