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Oppio e traffico di droga

La tossicodipendenza indotta nella Cina ottocentesca e il traffico di droga nell'attualità

Giacché nella prima metà dell’Ottocento gli inglesi avevano contratto ingenti debiti commerciali con la Cina, tali che avrebbero potuto compromettere parzialmente lo sviluppo industriale, il governo inglese decideva di pagare importazioni cinesi con oppio indiano. Questa sostanza aveva un florido mercato in Cina, malgrado la contrarietà degli imperatori che temevano che la sua diffusione potesse contribuire ad alimentare disordini sociali. Gli inglesi riuscivano a venderla a tutti coloro che la volevano acquistare. Lo sviluppo industriale inglese non subì scossoni, ma la Cina si ritrovò con una enorme quantità di tossicodipendenti. Nel periodo maoista questi ultimi venivano spediti nei campi di prigionia ed i trafficanti uccisi. In questo modo la Cina, ch’era giunta ad avere un venti per cento della popolazione dedita all’oppio, otteneva strepitosi risultati. Non casualmente i signori della droga si orientarono verso la Birmania, la Thailandia e il Laos. Negli anni settanta le triadi si approriarono definitivamente della lavorazione, del trasporto e dello smercio della droga, fra cui un’eroina purissima chiamata “china white”, eccellente nel rapporto qualità-prezzo. Questo tipo di droga, rappresenta ormai il settanta per cento dell’intero mercato americano, anche perché si fuma o si aspira e quindi si elimina il rischio di infezione dovuto alle siringhe. I corrieri inviati dalle triadi sono per lo più cinesi che hanno la droga dappertutto, dai dentifrici ai preservativi. Grazie anche al commercio degli stupefacenti oggi la mafia cinese è una delle più potenti del mondo.