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Il fumetto di "Sanctuary" e la yakuza

Un fumetto giapponese assai diverso dai manga tradizionali: Sanctuary, nei suoi intrecci con la yakuza

Vorrei soffermarmi su un fumetto che si distacca dal filone claasico: “Sanctuary”, sceneggiatura di Sho Fumimura e disegni di Ryoichi Ikegami. Qualche breve tratto sulla trama. Hojo è un giovane yakuza, Asami il segretario di un parlamentare. Nelle prime pagine Hojo si staglia decisamente come un protagonista, Asami è uno dei tanti comprimari. Almeno fino ad un incontro sulla torre di Tokyo. Vediamo Hojo consegnare una valigia ad un uomo, di spalle. “Qui ci sono dieci milioni. Con il mio aiuto camminerai sul tappeto rosso del palazzo della dieta”. L’uomo si volta e sorride: è Asami. I due giovani, nemmeno trentenni, tentano la scalata del Giappone. Si sono equamente divisi luce ed ombre dieci anni prima: “Quanto più tu correrai incontro al sole, tanto più io penetrerò il regno delle ombre”. Sanctuary è un fumetto difficile da definire. E’ azione, violenza, passione. La narrazione cattura il lettore fin dalle prime vignette e da quel momento si è prigionieri della vicenda. Ma non è solo questo. Sanctuary tratta con precisione meticolosa della yakuza, della politica giapponese e degli intrecci che da sempre le legano. Il manga è uscito in Giappone nel 1995, tre anni dopo l’approvazione della legge antiyakuza. Gli yakuza non parlano mai di “famiglie”, ma di società, che fanno capo ad una lega, in questo caso alla Lega Sagara. I “dipendenti” si rivolgono a Hojo chiamandolo presidente. Eppure all’interno della Lega, sopravvive il linguaggio classico. Il presidente è come un padre, il dipendente è come un figlio che deve togliere i sassi dalla strada del padre, resta la tradizione del “fratello maggiore”, colui che ha accettato nella società un giovane per istruirlo, legame che dura per la vita, nonostante il discepolo possa disapprovare chi è stato suo maestro, resta il rito del taglio della falange per chi non osserva le regole, resta l’antico rito del sakè e del riso nell’alleanza fra due leghe. Restano, illustrati dai meravigliosi fumetti di Ikegami, i tatuaggi, simboli di potenza, di distruzione e d’amore.