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I prigionieri dei lager

Levi ha descritto da par suo la vita dei prigionieri nei lager

La dottoressa Barbara Pallotti in un suo lavoro “Immagini dai lager”, ricorda le descrizioni di Levi concernenti la vita dei detenuti nei lager. Sono sufficienti pochi giorni di permanenza nel campo per diventare irriconoscibili, estranei a se stessi. “Ho la fame regolarmente, la fame cronica sconosciuta agli uomini liberi, che fa sognare di notte e siede in tutte le membra dei nostri corpi. Spingo vagoni, lavoro di pala, mi fiacco alla pioggia, tremo al vento: già il mio stesso corpo non è più mio: ho il ventre gonfio e le mebra stecchite. Qualcuno fra noi ha la pelle gialla, qualche altro grigia: quando non ci vediamo per tre o quattro giorni, stentiamo a riconoscerci. … Durante la notte si sentono i dormienti che schioccano le labbra e dimenano le mascelle. Sognano di mangiare: anche questo è un sogno collettivo, è un sogno spietato. Non si vedono soltanto i cibi, ma si sentono in mano, distinti e concreti, se ne percepisce l’odore…”.