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Un'associazione di malfattori a Cremona

Da documenti archivistici sono emersi, nell'Ottocento, alcuni delinquenti cremonesi inseriti in un'associazione di malfattori

Da uno studio di Marco Adorni sulla criminalità nel parmense dai francesi al Regno d’Italia, sono emerse alcune risultanze che portano ad individuare alcuni criminali cremonesi che operavano a Cremona ed in altre città, Parma compresa. Si trattava di una banda capeggiata da Filippo Pasqualini, detto il “matto della Torricella”, perché nativo di Torricella nei pressi di Cremona, giustiziato nel 1807 perché ritenuto colpevole di un assalto a mano armata ad un commissario di guerra fra Parma e Piacenza. Di un’altra banda faceva parte Angelo Gazoli, ambulante domiciliato a Cremona che fu a lungo complice e collaboratore di ladri e svaliggiatori. Inoltre si raccontano i particolari di una banda cremonese-parmense costuita da “malandrini armati di schioppette, pistole e trombone, tutti contraffatti o tinti nel volto” (allorquando attuavano rapine e sequestri). Dopo una serie di eventi criminali sembra ad Adorni di poter dire che “la criminalità cremonese fosse più accorta tatticamente, più organizzata e rifornita in armi di quella parmense, tant’è che il Baiocchi, indubbiamente l’uomo di maggiore spicco della triade criminale Baiocchi-Menozzi-Zanluca, ha verso la prima entusiastiche ed ammirative parole”.