L'attentato a Paolo Borsellino

Il drammatico e stringato racconto delle ultime ore di vita del giudice Borsellino

Aldo Lanteri racconta così il suo ultimo giorno di vita: “Domenica 19 luglio 1992, dopo lunghe settimane di duro e ininterrotto lavoro, Borsellino decide di concedersi finalmente una pausa, il programma l’ha già stilato, mattinata a Villagrazia (la sua casa sul mare) e nel primo pomeriggio vuole accompagnare la madre dal dottore. Sono le 16.30 quando decide di andare, un rapido saluto e poi svelto sulla croma blindata. Con lui ci sono i sei uomini di scorta: Emanuela Loi, 24 anni, Walter Cusina, 31 anni, Claudio Traina, 27 anni, Vincenzo Li Muli 22 anni, Antonio Vullo 32 anni e Agostino Catalano, 43 anni, caposcorta. Il corteo di auto si mette in marcia verso Palermo, verso il crudele destino che li attende. Scorrono veloci sull’autostrada Palermo-Punta Raisi appena ricostruita, sulla destra un tratto dipinto di rosso ricorda il massacro del 23 maggio di Giovanne Falcone. Arrivano alle porte di Palermo, un rapido zig-zag nel traffico, per le vie della città, fino in via D’Amelio. Le auto si fermano, scendono il procuratore e gli uomini di scorta, ma le armi spianate non servono, perché dopo aver suonato il citofono della madre, una terribile esplosione di un’auto bomba, parcheggiata a pochi passi, li spazza via.” Alcuni fotografi scattavano migliaia di fotografie di pezzi di uomini, che nessuno avrà il coraggio di pubblicare.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento