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Gli "orrori" della vita sociale

Alcune note su giornalisti otto-novecenteschi di cronaca nera, che raccontavano quelli che chiamavano "gli orrori della vita sociale"

Fra i primi giornalisti italiani dell’Ottocento che si occupavano di cronaca nera, un nome di spicco era quello del milanese, Paolo Valera, seguace di una sorta di socialismo umanitario. Aveva fondato il settimanale “La Folla” ed i suoi articoli raccontavano della Milano più modesta economicamente e culturalmente, con una scrittura vivace e ricca di sapori. I suoi pezzi sfociarono poi nel 1879 nel libro “Milano sconosciuta”. Ancora nell’ambito lombardo il lavoro di Nino Bazzetta de Vemenia, che raccolse nel 1940 tante tipologie di persone, le loro usanze ed il loro dialetto nel libro intitolato “Dizionario del gergo milanese e lombardo”. Invece “Firenze sotterranea” veniva narrata da Jarro, che amava parlare di spelonche e di case malfamate per rendere visibile tutto ciò che era sotterraneo e nascosto. In particolare Jarro amava disegnare lo scenario della “remota, grottesca, ghiribizzosa” Firenze con toni poderosi e, all’occorrenza, la commozione che voleva provocare nel lettore, era la sua stessa commozione: “grossi lucciconi che mi cascavano fitti fitti sulla carta”. Infine Giggi Zanazzo, per Roma, ha raccolto l’eredità polemica del Belli, con un materiale archivistico pubblicato a Torino nel 1908 ed intitolato “Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma”, senza bozzetti pittoreschi.