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Glossarietto della 'ndrangheta

Alcuni termini utilizzati dalla 'ndrangheta ad opera del giornalista e saggista Salvatore Scarpino

Abbuccari al pomodoro: farsi prendere dalle lusinghe dei tutori dell’ordine per collaborare con la giustizia. Bacinetta: bacinella, figuratamente la cassa della ‘ndrangheta in cui vi sono i proventi del malaffare. Bubitofio: carcere. Capu morra: per morra s’intende ogni appartenente all’apparato giudiziario, quindi sognifica presidente del tribunale. Carduni: è ogni persona profana che non appartiene alla ‘ndrangheta. Carrubbi: carabinieri. Cerino: coltello. Fare erba: razzia di animali. Locale: è il sito di una fibbia territoriale. Picciotto: il livello più basso nella scala gerarchica della mafia calabrese. Puliciamientu: cercare quasi le pulci negli indumenti, perquisizione personale. Rifardatore: è l’affiliato a cui momentaneamente viene affidato il bottino di un colpo malavitoso. Sbafu: furto, prendere e godere delle cose altrui, a sbafo. Sbrigna la contea: bisogna allontanarsi immediatamente dato il segno convenzionale che avverte del pericolo, dell’arrivo cioè delle forze dell’ordine. Sferra: pugnale. Stipatu: collocato in una posizione interlocutoria, messo da parte in attesa di una decisione definitiva, equivale al mafioso posato, un tempo la ‘ndrangheta prevedeva anche lo stipatu cu sfregiu, sospeso con uno sfregio nel volto per far sapere a tutti del suo comportamento deviato. Utri ca fossa: omicidio per i traditori.