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Il contrabbando di tabacchi e il traffico di droga

Alcuni riferimenti alla sacra corona unita nella relazione semestrale dei servizi segreti, datata 14 marzo 2002

In Puglia, le organizzazioni malavitose hanno proseguito sulla via della diversificazione delle metodologie operative afferenti il contrabbando di tabacchi lavorati esteri, che resta, nonostante l’incisiva azione di contrasto, uno dei più importanti canali di approvvigionamento finanziario. La riduzione della vendita al minuto di sigarette ha determinato un sensibile incremento dei reati predatori (rapine ai danni di stazioni di servizio e supermercati, furti di autovetture e borseggi) essenzialmente ascrivibile al tentativo della manovalanza di convertirsi ad altre attività delinquenziali. Le consorterie hanno inoltre manifestato crescente attivismo nel traffico di droga, gestito anche in collaborazione con altre formazioni criminali italiane e straniere, confermando la funzione delle coste pugliesi, segnatamente quelle salentine, quale principale luogo di arrivo e di smistamento per i traffici clandestini provenienti dai paesi d’oltreadriatico. La sostanziale fluidità della situazione all’interno dei clan operanti nella regione potrebbe favorire mutamenti specie nel capoluogo ed a Brindisi. A Lecce alcuni sodalizi storicamente rivali si sono evidenziati come propensi ad allacciare alleanze occasionali per l’attuazione di specifiche attività.