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Il reinvestimento dei capitali illeciti

L'opinione dei servizi segreti sulla mafia albanese

“La criminalità albanese continua a svolgere un ruolo primario grazie all’uso consolidato di schemi operativi estremamente flessibili che assicurano la gestione coordinata dei vari ambiti d’intervento, in collegamento con consorterie nazionali ed estere, queste ultime sovente riconducibili ai luoghi d’origine delle merci trattate ovvero ai territori di transito verso l’Occidente. Alla posizione pressoché monopolistica raggiunta nell’immigrazione clandestina e nello sfruttamento della prostituzione, si accompagna il crescente attivismo nel commercio di armi ed, in special modo, di droga, settore, questo, in cui quei clan sono diventati i principali referenti dei flussi che interessano il nostro paese ed in cui viene registrata una diversificazione delle modalità di trasporto degli stupefacenti e delle fonti di approvvigionamento: alla cocaina acquistata dai sodalizi colombiani ed alla marijuana proveniente dall’Albania si è affiancata l’importazione di eroina di origine afghana. Il radicamento delle bande schipetare entro i confini nazionali, attestato dall’ampliamento delle attività incentrate sul territorio, rischia inoltre di generare fenomeni di reinvestimento dei capitali illeciti nel circuito economico e produttivo, potenziando ulteriormente la loro crescita strutturale ed organizzativa.”