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Mafia nigeriana: potere e corruzione

Alcuni aspetti della temibile mafia nigeriana, che si fonda su corruzione, droga, prostituzione in un grande paese di centocinquanta milioni di abitanti

La mafia nigeriana è un fenomeno complesso, con diversi livelli e tipologie di criminalità. Vi è la cosiddetta mafia di Langtan, zona della Nigeria centrale, in cui vi è una tribù che ha dato origine alla mafia di Langtan. E’ la mafia di una aristocrazia che punta al potere economico e politico e che si fonda, doviziosamente, sul traffico della droga. Ciò è tipico per un paese come la Nigeria, dopo la perdita del potere da parte dei militari, in uno stato che nominalmente vive un’alba democratica, ma dove non vi sono più le certezze del passato e dove non si è consolidato nulla di veramente positivo, se non il caos ed una più forte corruzione. In questo quadro persino esponenti di altissimo profilo, uomini e donne, sono i re della droga, il cui traffico viene attuato attraverso tutti i sistemi più ignobili, compreso quello di inserire la droga nel corpo di bambini morti ed inviati così anche nel nostro paese. Non stupisce perciò che, a volte, il marcio è in alto, come nel settore nevralgico di “visti”, spesso chiacchierati, rilasciati a 5.000 dollari in passato con una scarsa vigilanza, e con notevoli connivenze e complicità. Gli uffici dei “visti” sono stati e sono uno snodo delicatissimo, che devono essere consegnati in mani affidabili e sicure. Contestualmente la polizia nigeriana ha ampiamente dimostrato di avere nel proprio seno molti corrotti e non pochi criminali in divisa. Vi è poi la mafia che conosciamo meglio, quella legata alla prostituzione, fondata sul fatto che il sogno di centinaia di migliaia di nigeriani è quello di inviare le loro donne, le loro figlie, a battere i marciapiedi, perché con quel denaro sono di continuo creati nuovi possedimenti e notevoli proprietà, con un reinvestimento del danaro del meretricio, che tiene conto del fatto che per un dollaro ci vogliono 137 naira. Per attuare il mercato della prostituzione, pure in Italia, vi è bisogno di un “nero”, il “fidanzato”, dei “commercial”, che sono i bianchi che pagano e dei giuramenti sui cadaveri, in ottemperanza ai più spietati ed osservati riti vudu. In questi riti cosiddetti ju-ju, avvengono persino sacrifici umani, come per esempio bambini sgozzati a cui poi viene preso il sangue ed estratti gli organi. Il commercio degli organi è assai fiorente in Nigeria e va di pari passo col disprezzo che della vita hanno numerosi nigeriani. Del resto le donne nigeriane che si danno alla prostituzione sono bravissime nel far innammorare, posseggono una furbizia che riesce spesso ad ingannare sinanco persone esperte, ma loro in realtà amano solo il danaro (per danaro si danno anche donne che non ne avrebbero bisogno), e quasi mai amano l’amore, persino nei casi di unioni regolari. In effetti la Nigeria è un paese contraddittorio, se si pensa che, per esempio, pochi giorni or sono è stato avvelenato il ben noto Joseph Niniven Garba, e dove non mancano i rapinatori di strada, gli ultimi degli ultimi, i poveracci veri, ladri, saccheggiatori, che si danno a reati sempre più sanguinosi.