Questo sito contribuisce alla audience di

Il Capolavoro sconosciuto di Balzac

E' in libreria "Il capolavoro sconosciuto" di Honorè de Balzac, nella BUR classici della Rizzoli, a cura di Giovanni Greco e Davide Monda. Un testo che riflette anche su aspetti della prostituzione, tant'è che non casualmente ha in copertina "La Maddalena" di Tiziano

“Il capolavoro sconosciuto” di Balzac, racconto breve ma di straordinaria e singolare densità, rappresenta un vero e proprio mito letterario, che ha fra l’altro suscitato riflessioni ed emozioni profonde nelle menti di numerosi protagonisti del Novecento. In effetti, dall’instancabile Cèzanne all’insaziabile Picasso, che ne illustrò da par suo una storica edizione, molti sono gli interpreti che, sebbene con formazioni e intenzioni alquanto diverse, hanno meditato produttivamente su questo testo, concentrandosi in special modo sul suo protagonista, il pittore Frenhofer, un genio quanto mai travagliato che sembra profetizzare l’astrattismo e l’informale. E ancora, pensando alle più felici rielaborazioni di queste pagine balzachiane, ricordiamo lo splendido film di Jacques Rivette, “La bella scontrosa”, in cui questo protagonista del grande cinema contemporaneo ha reinventato mirabilmente i tormenti e gli entusiasmi creativi e affettivi di Frenhofer. Molti i riferimenti alla Maria Egiziaca, una santa meretrice il cui percorso esistenziale è simile a quello di Taide, altra celebre prostituta, ed al suo patto carnale coi marinai. Non casualmente l’archetipo è Maria Maddalena, quella Maddalena sì peccatrice penitente, ma anche seguace del Cristo. Tre in particolare sono le figure femminili proposte da Balzac, la famigerata santa Maria Egiziaca, la tenera e delicata Gillette, la misteriosa e celeste Catherine Lescault: tutte e tre le donne tratteggiate sono prostitute o in qualche modo prostituite. In particolare la Maria Egiziaca così narra all’abate Zosima i suoi colpevoli trascorsi: “Fratello, io sono nata in Egitto, ed a dodici anni sono andata ad Alessandria, dove ho fatto la prostituta per diciassette anni, senza mai negarmi a nessuno. Poi, un giorno, vedendo degli uomini che andavano a Gerusalemme per adorare la Santa Croce, chiesi ai marinai di poter partire con loro. Mi chiesero di pagare il viaggio, ma io dissi: “Non ho danaro per pagare, pagherò col mio corpo”. E così mi presero, e il mio corpo fu il prezzo della traversata”.
Balzac, “Il capolavoro sconosciuto”, a cura di Giovanni Greco e Davide Monda, Milano 2002, Rizzoli, pp. 220, euro 9.50.