I magnaccia e l'onore/disonore per Pasolini

Alcune poesie di Pier Paolo Pasolini da cui si traggono elementi sul concetto dell'onore dei delinquenti e sugli sfruttatori di donne

Riportiamo qui di seguito un bella poesia di Pasolini “Sesso, consolazione della miseria” tratta da “La religione del mio tempo” (1961). E’ una poesia molto dura e realistica, come nello stile pasoliniano, che parla di prostituzione, delle squallide figure dei magnaccia e del loro presunto concetto dell’onore, che in realtà è disonore. “Sesso, consolazione della miseria!/ La puttana è una regina, il suo trono/ è un rudere, la sua terra un pezzo/ di merdoso prato, il suo scettro/ una borsetta di vernica rossa:/ abbaia nella notte, sporca e feroce/ come un’antica madre: difende/ il suo possesso e la sua vita./ I magnaccia, attorno, a frotte,/ gonfi e sbattuti, coi loro baffi/ brindisini o slavi, sono/ capi, reggenti: combinano/ nel buio, i loro affari di cento lire,/ ammiccando in silenzio, scambiandosi/ parole d’ordine: il mondo, escluso, tace/ intorno a loro, che se ne sono esclusi,/ silenziose carogne di rapaci./ Ma nei rifiuti del mondo, nasce/ un nuovo mondo: nascono leggi nuove/ dove non c’è più legge; nasce un nuovo/ onore dove onore è il disonore…”. Proprio nella strada, in luoghi degradati, lo stesso Pier Paolo trovò una morte orribile. Ricordo qualche verso che anni fa scrissi “In morte di Pasolini”: “Nel grande cuore dell’ultimo/ riuscisti a penetrare./ Facesti tua la bolgia delle vite perdute./ La tua sacra rabbia forgiò molti,/ rendendoli amanti della tua gente./ Oggi una mano malvagia,/ pur parte di quel grande cuore,/ ti ha strappato la lingua/ e reso cieco per sempre./ Uomini tristi, nobili e schiavi:/ continua ad amarli.”

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